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Eni annuncia la “fusione” green e sicura: successo del primo test per l’energia del Sole

© REUTERS / Amr Abdallah DalshLogo aziendale di Eni
Logo aziendale di Eni  - Sputnik Italia, 1920, 08.09.2021
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Il primo esperimento al mondo del magnete che confina il plasma nel delicatissimo processo controllato per la creazione di energia pulita e virtualmente inesauribile. Il primo impianto sperimentale nel 2025.
Un annuncio storico quello fatto oggi da Eni che con la CFS (Commonwealth Fusion Systems), società spin-out del Massachusetts Institute of Technology di cui l’azienda italiana è il maggiore azionista, ha condotto con successo il primo test al mondo del magnete con tecnologia superconduttiva HTS (HighTemperature Superconductors) che assicurerà il confinamento del plasma nel processo di fusione magnetica.
Una prima mondiale per l’energia del futuro. La fusione a confinamento magnetico, tecnologia mai sperimentata e applicata a livello industriale finora, è una fonte energetica sicura, sostenibile e inesauribile che riproduce i princìpi tramite i quali il Sole genera la propria energia, garantendone una enorme quantità a zero emissioni e rappresentando una svolta nel percorso di decarbonizzazione, ha comunicato Eni.
Questa tecnologia è in grado di controllare e gestire reazioni fisiche simili a quelle che avvengono nel cuore delle stelle. E in base al risultato del test. CFS ha confermato la sua roadmap che prevede la costruzione entro il 2025 del primo impianto sperimentale a produzione netta di energia denominato SPARC.
Successivamente sarà costruito anche il primo impianto dimostrativo, ARC, capace di immettere energia da fusione nella rete elettrica che, secondo la tabella di marcia, sarà disponibile nel prossimo decennio.
Per l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, “lo sviluppo di tecnologie innovative è uno dei pilastri su cui poggia la strategia di Eni volta al completo abbattimento delle emissioni di processi industriali e prodotti, nonché la chiave per una transizione energetica equa e di successo”.
Per Eni, la fusione a confinamento magnetico “occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione, in quanto potrà consentire all’umanità di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza alcuna emissione di gas serra”.

Un percorso che parte da lontano

Eni è impegnata da tempo in questo ambito di ricerca e nel 2018 ha acquisito una quota del capitale di CFS per sviluppare il primo impianto che produrrà energia grazie alla fusione.
Contestualmente, l’azienda ha sottoscritto un accordo con il Plasma Science and Fusion Center del Massachusetts Institute of Technology (MIT), per svolgere congiuntamente programmi di ricerca sulla fisica del plasma, sulle tecnologie dei reattori a fusione, e sulle tecnologie degli elettromagneti di nuova generazione.

Il test storico

Il test annunciato oggi ha riguardato l’utilizzo di elettromagneti di nuova generazione per gestire e confinare il plasma, ovvero la miscela di deuterio e trizio portata a temperature altissime da fasci di onde elettromagnetiche.
Questo magnete è in grado di garantire sia l’innesco sia il controllo del processo di fusione. In futuro questa tecnologia potrà essere impiegata in vere e proprie centrali connesse alla rete elettrica senza dover realizzare infrastrutture di generazione e trasporto dedicate.
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