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Strage di Viareggio, la Cassazione: "Una corretta manutenzione avrebbe evitato il sinistro"

© Foto : СC BY-SA 2.0Incidente ferroviario di Viareggio
Incidente ferroviario di Viareggio - Sputnik Italia, 1920, 07.09.2021
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Depositate le 600 pagine di motivazioni della sentenza che lo scorso 8 gennaio ha sancito 11 condanne per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, costato la vita a 32 persone. Nulla la rinuncia alla prescrizione di Mauro Moretti.
La strage di Viareggio si sarebbe potuta evitare con una corretta manutenzione del carro e dei suoi componenti. È questa, in estrema sintesi, la motivazione alla base delle 11 condanne per disastro ferroviario colposo emesse lo scorso 8 gennaio 2021 dalla Corte di Cassazione.
Una parte delle 600 pagine di motivazioni riguarda l'ex ad di Fs e Rfi, Mauro Moretti, condannato a 7 anni. La Cassazione considera nulla la rinuncia alla prescrizione fatta da Moretti, dichiaratosi innocente, nel secondo appello. Dovrà decidere se rinunciarvi nell'appello bis disposto per disastro colposo.

Mancanza di manutenzione

"Il controllo sulla correttezza della manutenzione avrebbe evitato il sinistro", si legge nelle motivazioni della sentenza.

La sistematica omissione degli interventi emerge da "l'assenza della documentazione inerente la storia manutentiva del carro e dei suoi componenti e quindi esso sarebbe stato escluso dalla circolazione".
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Rischio noto

Gli interventi sono stati sistematicamente omessi, nonostante il rischio che una "manutenzione non eseguita a regola d'arte" fosse "all'origine di alcuni incidenti ferroviari" era noto a "tutti gli operatori" del settore "sin da prima del verificarsi del sinistro di Viareggio", sostiene ancora la Cassazione.
"Anche le prassi instaurate per i carri merci nazionali - si legge ancora nella sentenza - attestano la conoscenza del rischio derivante da una inadeguata manutenzione degli assili". Per i giudici "non è mai stato anche solo rappresentato che il carro sviato a Viareggio avesse caratteristiche costruttive tali da renderlo significativamente diverso da quelli 'nazionali'".

Nulla la rinuncia alla prescrizione di Moretti

La Corte, inoltre, ritiene nulla la rinuncia alla prescrizione fatta da Mauro Moretti nel processo di secondo grado. L'accusa di omicidio colposo nei confronti dell'ex ad di Fs e Rfi, condannato a 7 anni, non può dirsi estinta. La volontà di Moretti di rinunciare alla prescrizione, perché si ritiene "innocente", andrà verificata dai giudici nell'appello bis disposto per l'accusa di disastro colposo.
“Ad avviso di questa Corte allo stato non è possibile dichiarare l’estinzione dei reati di omicidio colposo anche nei confronti del Moretti”, scrive la Cassazione. Questo perché, ricordano i giudici, l’imputato può “rinunciare validamente alla prescrizione solo se il relativo termine è già maturato al momento della rinunzia medesima”. Termini che, al momento delle dichiarazioni di Moretti, non erano sopraggiunti.
"Il rimedio può essere rivenuto nel riservare al giudizio di rinvio la verifica della volontà dell'imputato di rinunciare alla prescrizione dei reati di omicidio colposo", sostiene la Cassazione, che rinvia la decisione all'appello bis per disastro colposo.
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La prescrizione del reato di omicidio colposo

La sentenza dell'8 gennaio 2021 ha fatto cadere le accuse di omicidio colposo per tutti gli imputati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, facendo cadere l'aggravante del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Senza aggravante, il reato è caduto in prescrizione.
"La riduzione della velocità a 60 km/h al passaggio del treno cisterna in stazione non era una regola prevedibile quando si verificò la strage ed è stata introdotta successivamente come norma", scrive la Cassazione, secondo cui la violazione della regola "è stata individuata ex post, con una erronea identificazione della condotta che avrebbe evitato l'evento".
Per il disastro ferroviario di Viareggio, la Corte di Cassazione ha confermato 11 condanne, tra cui quella di Mauro Moretti e dell’ex ad di Rete ferroviaria italiana (Rfi), Michele Mario Elia.
La strage del 29 giugno causò la morte di 32 persone, per l'esplosione di due cisterne contenenti gas butano, avvenuta poco dopo le 21, mentre il treno merci passava dalla stazione di Viareggio.
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