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I no al Deposito di scorie atomiche. In Francia lo difendono: lo Champagne non rischia e porta soldi

© Fotolia / Stephenallen75Scorie radioattive
Scorie radioattive - Sputnik Italia, 1920, 07.09.2021
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Il racconto di un sindaco dell'Aube dove si trova un sito. Prosegue la consultazione pubblica. Nel 2022 si conoscerà la zona scelta dal governo per l'impianto italiano.
Nonostante i tanti no e l'assenza di autocandidature per ospitare il Deposito nazionale italiano dei rifiuti atomici prosegue la fase di consultazione popolare.
E nel corso di uno dei Seminari organizzati, è emerso che nei territori dove già esistono impianti simili, anche più grandi di quello che dovrà sorgere in Italia, né l'economia, né la natura subiscono danni. E le amministrazioni hanno più soldi da spendere e investire in opere pubbliche.
Lo ha raccontato il sindaco di Soulaines-Dhuys, comune della zona dello Champagne, che ospita il maggior deposito di rifiuti radioattivi della Francia.
Philippe Dallemagne ha detto che Il deposito dell'Aube ha portato entrate fiscali e posti di lavoro, diretti e nell'indotto.
Inoltre "le attività tradizionali non hanno subito danni, e hanno continuato a crescere: siamo nella zona dello Champagne, siamo leader nella produzione di crauti per la chouchroute e abbiamo un formaggio brie dop. Va bene anche il turismo, e abbiamo un parco divertimenti che riceve fino a 650.000 visitatori all'anno".

Il deposito francese 10 volte quello italiano

L'impianto di stoccaggio dell'Aube è stato creato nel 1992 e all'epoca, ha raccontato sempre il primo cittadino l'85% della popolazione era contraria, ma ora tutto è cambiato.
La discarica occupa uno spazio di un milione di metri cubi e accoglie 300.000 metri cubi di rifiuti nucleari: dieci volte il deposito che dovrebbe essere costruito in Italia, che avrebbe una capienza di 95.000 metri cubi.

Selezionate 67 possibili località

La Sogin, la società pubblica che smantella i vecchi siti atomici, ha individuato 67 siti potenziali in sette Regioni.
Materiale radioattivo - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
Il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in Italia: a metà 2022 si conoscerà il sito
Dopo la consultazione popolare, che finirà a dicembre, la società preparerà un mappa finale dei siti, sulla quale il governo farà la sua scelta. Ma per ora nessuno si è fatto avanti.
Attualmente in Italia esistono 20 depositi di rifiuti radioattivi e al deposito nazionale saranno destinati 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi, di cui 78mila a bassa attività, e 17mila a media e alta attività.
La maggior parte, il 60%, proviene dallo smantellamento degli impianti nucleari dismessi in Italia e il 40% in progress da medicina nucleare, attività di ricerca, e dall’industria.
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