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Anche l’Italia boicotterà la Conferenza di Durban: rischio antisemitismo

CC BY-SA 2.0 / Patrick Gruban / Assamblea generale dell'Onu
Assamblea generale dell'Onu - Sputnik Italia, 1920, 07.09.2021
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Molti altri Paesi, tra cui la Francia, la Germania e gli Stati uniti, hanno annunciato che non parteciperanno all’evento Unesco di settembre. Già nel 2011 il no di Roma al summit.
Dopo Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Stati uniti, Israele, Canada e altri partner internazionali, anche l’Italia ha deciso che non parteciperà alla Conferenza Mondiale contro il razzismo di Durban che si svolgerà a settembre a New York.
L’Ansa riporta fonti diplomatiche a proposito della decisione presa dal governo italiano. Il timore è che la conferenza possa trasformarsi in un’occasione si propaganda anti-semita e anti-israeliana.
Nel 2001, infatti, alla Conferenza Israele venne definito uno "stato razzista e di apartheid".

I precedenti

L’Onu ha organizzato conferenze contro il razzismo sia nel 1978 che nel 1983. I dubbi sulla partecipazione, però, sono legati all’appuntamento del 2001 a Durban, appunto.
In quell’occasione ci furono profonde divisioni sui temi della schiavitù, del colonialismo e dell’antisemitismo.
La Francia ha deciso di boicottare anche le edizioni del 2009 e del 2011. Quest’ultima è stata evitata anche dall’Italia.
Nel 2009, in particolare, a fare scalpore e suscitare polemiche, fino all’abbandono della sala di molti delegati, era stato il discorso dell’allora presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad che aveva negato l’Olocausto e criticato Israele come un regime razzista crudele e repressivo.
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