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Vaia: ottimismo vince 5 a 0 sui catastrofisti e vaccino 3 a 0 su Covid-19

© Foto : Ufficio stampa di INMI Lazzaro SpallanzaniFrancesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma
Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma - Sputnik Italia, 1920, 06.09.2021
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Come sta la situazione al momento in Italia, per quanto riguarda la pandemia? Il direttore dell’Istituto nazionale di malattie infettive (Inmi) di Roma, Francesco Vaia, non ha dubbi: vaccino e monoclonali vincono 3 a 0 contro il virus.
Non solo, “ottimismo e determinazione” vincono 5 a 0 contro il “catastrofismo e i gufi” ed anche contro i catastrofisti che vedono solo buio e chiusure.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale il professore Vaia preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno e dice che la percentuale di vaccinati è altissima, un “record incredibile se pensiamo ad esempio a quella antinfluenzale”.
“Cittadini sempre più convinti e fiduciosi nei progressi della scienza, contrari e scettici sempre più minoritari.”

Profeti di sventure

I numeri sono assolutamente migliori di quelli che pronosticavano i “profeti di sventure” scrive ancora il professore Vaia.
Certo “non è finita” aggiunge, ma siamo sulla buona strada perché l’impegno c’è.
Ed a questo punto si chiede:
“Ma, mi chiedo: perché terrorizzare ancora le persone? Diamogli forza e coraggio e, se proprio non ce la facciamo a non mostrare le nostre ‘preoccupazioni’, e la nostra capacità di mettere in campo ‘esercizi e volontà muscolari’, attiviamole indirizzandole nel campo giusto: piano Marshall per scuola e trasporti”.
Ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha detto che se le persone non si vaccineranno ci saranno chiusure e che ad un certo punto potrebbe essere introdotto l’obbligo vaccinale per alcune categorie di persone.

Scuole e trasporti all’altezza

Ecco quindi che il direttore dell’Inmi chiede:
“Ottimo far rivedere il sorriso della compagna o compagno di banco, è una bella cosa, romantica, poetica, ma, forse, sarebbe meglio dare ai nostri studenti ambienti più ampi, più confortevoli, impianti di condizionamento che non costringano a tenere le finestre aperte e mezzi di trasporto più civili e non, come ora, strumenti di contagio”.
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