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Prima Comunione finisce in rissa, carabiniere grave in prognosi riservata a Catania

© Foto : © Agenzia Nova / Marco MinnaUna macchina dei carabinieri
Una macchina dei carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 06.09.2021
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Ferito al collo da un proiettile mentre tentava di sedare una lite davanti ad una chiesa di Acireale, nel catanese. Arrestato un 69enne per tentato omicidio.
Un carabiniere è stato gravemente ferito questa domenica durante la Prima Comunione del figlio, sul sagrato di una chiesa di Acireale, in provincia di Catania. Era intervenuto per sedare una rissa tra alcuni invitati, che stavano litigando a causa delle misure anti-Covid durante la messa.
Il vicebrigadiere Sebastiano Giovanni Grasso, 43 anni, è stato raggiunto al collo da un proiettile sparato da un uomo di 69 anni. Il miliare è stato ricoverato all'ospedale Cannizzaro di Catania con una sospetta lesione al midollo e dovrà subire un delicato intervento chirurgico. E' grave e in prognosi riservata ma non si trova in pericolo di vita.
L'aggressore è stato fermato dai carabinieri della Compagnia di Acireale.

La lite per le misure anti-Covid

In base alla ricostruzione riportata dalla stampa locale, l'alterco si è acceso all'interno della chiesa di Santa Maria degli Ammalati, nella frazione di Guardia Mangano. Una normale discussione sui posti a sedere ridotti per il Covid, tra un giovane e i parenti della sua ex compagna, è degenerata in un litigio.
Il gruppo si è spostato all'esterno della chiesa dove è stato raggiunto da una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri, intervenuti per sedare il litigio. La drammatica escalation è avvenuta quando il padre del giovane ha estratto una pistola revolver calibro 38.

Il drammatico ferimento del militare

Il vicebrigadiere, in quel momento libero dal servizio, si trovava sul posto per la prima comunione del figlio. Ha riferito di aver notato la rissa e di essersi avvicinato per dare supporto ai colleghi, quando è stato raggiunto al collo da un unico colpo di arma da fuoco, sparato dal 69enne.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la pistola era regolarmente detenuta dall'aggressore, che è stato immediatamente bloccato e disarmato dai militari del nucleo radiomobile. La procura di Catania ha spiccato un mandato di arresto per tentato omicidio. L'indagato, assolte le formalità di rito, verrà tradotto in carcere.

L'elogio del procuratore di Catania

"Ha agito con grande senso del dovere, con l'abnegazione dei carabinieri: era fuori servizio, ma, con senso delle Istituzioni, non ha avuto esitazioni ad intervenire in aiuto dei suoi colleghi".
Queste le parole con cui il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha commentato l'episodio.
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