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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

La videochiamata decisiva per il G20 sull’Afghanistan, Draghi sente il presidente cinese Xi

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Governo italianoConferenza stampa del Presidente Draghi
Conferenza stampa del Presidente Draghi
 - Sputnik Italia, 1920, 06.09.2021
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È l’ultimo leader mondiale che deve sciogliere le riserve sulla riunione straordinaria che l’Italia intende organizzare sulla crisi afghana.
Potrebbe essere convocato già per la prossima settimana il G20 straordinario sull’Afghanistan, fortemente voluto dalla presidenza italiana e dal premier Mario Draghi.
Decisiva sarà la videochiamata prevista per domani mattina tra il presidente del Consiglio e il presidente cinese Xi Jinping.
Si attende, infatti, l’ok di Pechino per mettere in moto la macchina del vertice delle potenze mondiali.
L’intento di Draghi è di mettere attorno al tavolo, oltre ai leader del G7, che si sono già riuniti sulla crisi afghana, anche le altre potenze mondiali altamente influenti e influenzate dalla situazione di Kabul: Russia, Cina, India e Pakistan in primis.
Draghi si era recato già a Marsiglia per una cena lampo con il presidente francese Emmanuel Macron, per tessere le fila di questo cruciale appuntamento.
Incontro Draghi - Macron a Nizza - Sputnik Italia, 1920, 03.09.2021
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Il formato più ampio, ma tra veti incrociati

La convocazione di questo G20, prettamente politico, in un forum essenzialmente economico, è uno dei banchi di prova della presidenza italiana.
La Russia ha già detto che parteciperà. La scorsa settimana, il presidente russo Vladimir Putin ha confermato che se ci sarà un meeting del G20 vi prenderà parte.
Gli altri partner occidentali hanno già appoggiato l’idea lanciata durante le ultime ore della missione della coalizione in Afghanistan.

Resta fuori la Cina, che è un attore scomodo, soprattutto per gli Stati uniti, ma che ha già intessuto reti e rapporti con i Talebani*.

Fondamentale anche la partecipazione del Pakistan, collegato con il nuovo regime. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha concluso proprio a Islamabad il suo tour diplomatico.

Il ministro ha offerto al Pakistan una collaborazione e una strategia comune "che si fondi sull'aiuto umanitario", per evitare una crisi economica e alimentare in Afghanistan.

*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia ed in altri Paesi
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