Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Istat: il Covid riduce le speranze di vita degli italiani di 1,2 anni. A Bergamo crollo di 4,3 anni

© Foto : Twitter account of Luca MigliosiCoronavirus Lombardia, colonna mezzi esercito trasporta le bare fuori da Bergamo, primavera del 2020
Coronavirus Lombardia, colonna mezzi esercito trasporta le bare fuori da Bergamo, primavera del 2020 - Sputnik Italia, 1920, 06.09.2021
Seguici su
La pandemia di coronavirus ha interrotto la crescita dell'aspettativa di vita che nel 2020 è fissata a 82 anni. E' quanto emerge dal rapporto sul Bes di Istat, che segnala anche peggioramento nel mercato del lavoro.
Nel 2020 si è registrata una brusca interruzione della crescita dell'aspettativa di vita a causa della pandemia di Covid-19 e del maggior rischio di mortalità che ne è derivato. E' il quadro che emerge dal rapporto Istat sul Benessere (Bes), che rileva una contrazione di 1,2 anni rispetto al 2019.
Nell'anno della pandemia l'indicatore della speranza di vita si attesta a 82 anni, precisamente 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. I dati peggiori provengono dalle aree più colpite dalla prima ondata di contagi. A Bergamo l'indicatore è crollato del 4,3 per gli uomini, a Cremona e Lodi la variazione negativa raggiunge 4,5 anni.
Il crollo è avvenuto, in misura minore, fra le donne, con l'indicatore ridotto a 3,2 anni per Bergamo, 2,9 anni per Cremona e Lodi e 2,8 anni per Piacenza.
Questi cambiamenti "portano modifiche importanti nel ranking della speranza di vita per provincia, con Lodi, Bergamo, Cremona, Brescia, Piacenza e Parma che. rispetto al 2019, perdono più di 50 posizioni", scrive Istat.
Le variazioni negative dell'indicatore sugli anni di vita degli italiani sono state riscontrate su tutto il territorio nazionale, con un'incidenza minore nel Mezzogiorno. L'unica provincia a non aver subito un peggioramento nel 2020 è quella di Siena.

Lavoro

Il rapporto sul Benessere equo e sostenibile di Istat segnala anche un peggioramento nel mercato del lavoro dovuto al Covid-19. Nel 2020 il tasso di occupazione nella popolazione tra i 20 e i 64 anni è sceso al 62,6%, di quasi un punto rispetto al 2019 (63,5%).
Lo studio evidenzia come, sebbene nel primo anno di pandemia il Covid-19 abbia colpito maggiormente il Nord, lo svantaggio del Mezzogiorno rimane elevatissimo. Al Sud infatti il tasso di occupazione è al 48%, quasi 23 punti in meno rispetto al 71,5 del Nord. Al centro l'occupazione è al 67,4%.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала