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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Hossam Zaki: Lega Araba non interessata a svolgere alcun ruolo in Afghanistan

© Sputnik . Mikhail VoskresenskiyIncontro di Lavrov con Lega Araba
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Il vicesegretario generale della Lega Araba Hossam Zaki in un’intervista a Sputnik ha condiviso la posizione della Lega araba in merito all’Afghanistan, all’eventuale intermediazione con il nuovo governo e in merito ai prossimi passi per la risoluzione delle controversie tra Algeria e Marocco, nonché in merito alle prospettive di sviluppo in Siria.
— Molti Paesi della Lega araba intrattengono storicamente delle buone relazioni con l’Afghanistan. Cosa ne pensa la Lega araba dell’attuale contingenza in cui versa il Paese? Riconoscerà il nuovo governo?
— La situazione in Afghanistan è motivo di preoccupazione per noi in quanto la rapidità con cui si sono sviluppati gli eventi nel Paese ha portato al crearsi di un contesto che in questo momento permane imprevedibile e instabile. L’Afghanistan è una nazione dalla grande rilevanza storica e fino al 2001 era un importante centro di attrazione di tutti i gruppi terroristici ed estremisti.
Pertanto stiamo seguendo da vicino la situazione e speriamo vivamente che l’Afghanistan non diventi di nuovo una nazione ad uso e consumo dei terroristi.
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Per quanto riguarda invece il riconoscimento del nuovo governo, si tratta di una decisione su cui ogni nazione araba ha diritto di operare. La Lega araba non svolge alcun ruolo in questo senso.
— Ma la Lega araba, in qualità di una tra le più influenti organizzazioni del mondo musulmano, agire come intermediario tra i talebani* e le altre forze presenti in Afghanistan?
— La Lega araba non ritiene possibile svolgere alcun ruolo in Afghanistan. Infatti, questo non rientra negli interessi politici della Lega e nemmeno nelle capacità giuridiche della nostra istituzione.
Tuttavia, vi è un membro della Lega araba, il Qatar, il quale intrattiene buone relazioni anche con i talebani e sta svolgendo un ruolo di rilievo nelle fasi di dialogo politico negli ultimi anni.
— Qual è il ruolo che la Lega araba potrebbe svolgere nel caso in cui la tensione si riducesse in esito a una interruzione delle relazioni diplomatiche tra Algeria e Marocco?
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— È un tema molto complesso… Le controversie tra queste due nazioni durano ormai da circa 40 anni. Le relazioni sono sempre state instabili: un po’ sono migliorate, un po’ sono peggiorate. La Lega araba si è detta pronta a svolgere un qualche ruolo nella questione, ma perché ciò accada si rende necessario il consenso di entrambe le parti, ossia di Algeria e Marocco.
— Quanto invece all’altro conflitto africano, ossia quello tra Egitto, Etiopia e Sudan? L’Unione africana sta operando in qualità di intermediario durante i negoziati. Perché invece la Lega araba non ha preso posizione durante i negoziati?
— C’è una bella differenza tra il ruolo che possono svolgere l’Unione africana e la Lega araba. I membri della Lega coinvolti in questa crisi sono l’Egitto e il Sudan, mentre all’Unione africana appartengono tutti e tre i Paesi coinvolti. Il terzo Paese è l’Etiopia. Queste nazioni hanno chiesto ufficialmente all’Unione africana di partecipare al dialogo.
La Lega ha adottato una decisione solidale con le posizioni di Egitto e Sudan. Pertanto, non possiamo svolgere alcun ruolo in qualità di intermediari poiché sosteniamo interamente i diritti di Sudan ed Egitto nella questione.
— È previsto un incontro per discutere del ruolo che deve assumere il quartetto internazionale di intermediari nel processo di pace israelo-palestinese?
— Senz’ombra di dubbio la Lega araba è a favore di una presa di posizione da parte del quartetto in Medio Oriente. Il problema risiede, però, all’interno del quartetto stesso. Infatti, uno dei partecipanti al gruppo per un certo lasso di tempo si è opposto alla presa di posizione. Pertanto, l’operato del gruppo è bloccato. La questione è fra i temi al vaglio con il Ministero russo degli Esteri. Ma stiamo continuando a svolgere consultazioni su come sviluppare il ruolo del quartetto.
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— Quale priorità ha il ritorno della Siria nella Lega araba? Perché questo tema genere controversie?
— Sul tema continuano le controversie tra Paesi arabi poiché alcuni di questi continuano a ritenere che al momento non sono ancora state date risposte a domande concrete. Bisogna considerare essenzialmente due questioni. La prima è che non vi è stato alcuno sviluppo del processo politico in Siria. Il conflitto deve essere risolto in maniera definitiva con il coinvolgimento di entrambe le parti. La seconda questione riguarda le relazioni che la Siria intrattiene con l’Iran.
Ad ogni modo continuano i negoziati così come le consultazioni tra nazioni arabe. Se sarà raggiunto il consenso, allora si potrà decidere di riassegnare alla Siria il proprio posto all’interno della Lega araba.
*Organizzazione terroristica messa al bando in Russia.
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