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Vaccini, ecco quali sono i più efficaci e quanto dura la protezione degli anticorpi

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaVaccinazione con lo Sputnik V
Vaccinazione con lo Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 05.09.2021
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Secondo alcuni studi il vaccino sviluppato da Moderna produrrebbe il doppio degli anticorpi rispetto a quello di Pfizer-BioNtech, mentre i vaccini basati sugli adenovirus garantirebbero una protezione prolungata nel tempo.
Tra i due vaccini che utilizzano la tecnologia dell’Rna messaggero quello di Moderna mostra una maggiore efficacia e durata della risposta anticorpale. A metterlo nero su bianco è il Journal of American Medical Association, pubblicando uno studio effettuato su diversi operatori sanitari in Belgio.
Secondo quanto riporta il Corriere, citando i dati della stessa ricerca, i vaccinati con il prodotto messo a punto dalla casa farmaceutica del Massachusetts avrebbero sviluppato il doppio degli anticorpi rispetto a chi era stato immunizzato con il vaccino Pfizer-BioNtech.
Per gli esperti che hanno curato lo studio, la migliore risposta corrisponderebbe ad una maggiore efficacia contro le varianti e da una durata superiore della protezione nel tempo.
Gli stessi dati sono stati confermati da altre due ricerche, una dell’’Università della Virginia e una dell’Università di Toronto, che hanno riscontrato una migliore performance del vaccino di Moderna, soprattutto nei pazienti più anziani.
Dopo circa sei mesi dalla somministrazione l’efficacia di questo vaccino nel bloccare il contagio risulta essere del 93,9 per cento, mentre con quello sviluppato dalla Pfizer si ferma all’80.
Coronavirus (immagine d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 03.09.2021
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Per quanto riguarda la protezione dalle forme gravi della malattia da Covid e dal decesso gli standard si equivalgono e sono superiori al 90 per cento, come è stato sottolineato anche in un recente report dell’Istituto Superiore di Sanità sull’efficacia dei vaccini.
Secondo lo studio, citato dall'agenzia Agi, i vaccinati contro il Covid sono protetti in generale fino al “94 per cento contro l’ospedalizzazione, al 96 per cento per i ricoveri in terapia intensiva e al 97 per cento per i decessi".
Tornando al caso specifico dei vaccini a mRna, la maggiore efficacia del vaccino Moderna potrebbe essere data dal fatto che il frammento di codice genetico contenuto nel prodotto è superiore di tre volte rispetto a quello che si trova nel vaccino Pfizer.
Anche la maggiore distanza tra le due dosi, quattro settimane a fronte delle tre di Pfizer, potrebbe influire, secondo gli esperti, sulla durata della protezione.
Certo, non si tratta di dati definitivi. Come ricorda il Corriere il vaccino sviluppato dalla Pfizer-BioNtech è stato somministrato per primo e quindi in maggioranza alle fasce più deboli, come gli anziani e i fragili, e questo potrebbe aver influito sui dati relativi al livello di anticorpi sviluppati.
Tuttavia, secondo alcuni studi britannici, come quello dell’Office for National Statistics del Regno Unito, anche il vaccino AstraZeneca, che si basa su una tecnologia diversa, ha mostrato di proteggere più a lungo. Stesso discorso per Johnson&Johnson, che mostra la persistenza di un alto livello di anticorpi anche dopo 8 mesi.
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La spiegazione potrebbe essere fornita dalla maggiore resistenza all'interno dell'organismo dell’adenovirus utilizzato per stimolare il sistema immunitario, rispetto all’mRna.
Intanto, in Italia l’ultimo rapporto dell’Iss rende noto che nei vaccinati con una dose la protezione contro l’infezione è pari al 63,2 per cento, mentre per chi è completamente immunizzato arriva fino al 78,1 per cento.
Chi ha ricevuto entrambe le dosi, inoltre, è protetto al 93,9 per cento dal ricovero, al 96 per cento dalla terapia intensiva e al 96,6 per cento dall’eventualità che il Covid possa portare alla morte.
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