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Speranza ribadisce, o ci saranno più vaccinati o inevitabili più chiusure autunnali

© AFP 2021 / Filippo MonteforteRoberto Speranza, ministro della Salute
Roberto Speranza, ministro della Salute - Sputnik Italia, 1920, 05.09.2021
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La domanda che sempre più oramai ci si pone è quando scatterà l’obbligo e non se sarà applicato o meno.
Ma il ministro della Salute, Roberto Speranza, che oggi accoglie a Roma il G20 della Salute, ribadisce che l’obbligo vaccinale è una opzione sul tavolo del governo e che se sarà necessario introdurlo, e in che modo, lo si capirà solo nelle prossime settimane.
Procedendo con ordine, anzitutto si vorrà valutare l’effetto del green pass introdotto anche su buona parte del trasporto pubblico e nelle scuole dal primo settembre, quindi si introdurranno ulteriori obblighi di presentazione del certificato.
Parallelamente si verificherà l’andamento della campagna vaccinale, che da alcune settimane non va più oltre le 220 mila – 290 mila somministrazioni al giorno contro le 500 mila somministrazioni raggiunte alcuni mesi fa e mantenute fino a luglio circa.
Se le terapie intensive si riempiranno e i morti aumenteranno nonostante queste misure, allora si valuterà “su dati scientifici” l’opzione obbligo vaccinale.

"Il virus esiste ancora, è forte e circola. O rafforziamo ancora la campagna vaccinale, o siamo costretti a immaginare che a un certo punto bisognerà usare le misure del passato. Sto dicendo che i vaccini salvano la vita delle persone In pandemia la coperta rischia di essere corta, o la tiriamo con forza dalla parte dei vaccini o dovremo immaginare nuove chiusure", ha spiegato.

Ma Speranza non appare intenzionato a introdurre un obbligo generalizzato a tutta la popolazione, piuttosto si procederà per categorie come già fatto ad aprile con il settore della Sanità pubblica e privata.
“Siamo stati i primi sull’obbligo per i sanitari e poi la Francia e numerosi altri Paesi ci hanno seguito. L’obbligo non è una scelta già determinata e certa, ma uno strumento che abbiamo e se necessario andrà attuato senza paura”, ha detto al Corriere della Sera.

L’alternativa

L’alternativa è tornare alle chiusure, come del resto sta accadendo già in Sicilia che da una settimana è in zona gialla e vi resterà almeno fino a domenica 12 settembre.
Quindi, “il vaccino è lo strumento per evitare nuove misure restrittive”, ha ribadito il ministro.

Basterà il 90% di immunizzazione?

Al ministro è stato chiesto se con una popolazione immunizzata al 90% ulteriori obblighi vaccinali saranno scongiurati o meno.
“Non darei cifre che non abbiano un fondamento scientifico. La scelta si farà in base a una somma di fattori, tra cui la forza delle varianti. Potremmo trovarci in difficoltà anche con più del 90% di vaccinati, o al contrario non avere bisogno dell’obbligo pur senza raggiungere quella quota”.
Le varianti restano le incognite di questa pandemia infinita, ed a proposito dei tempi Speranza ripete le parole di Anthony Fauci, il controllo è presumibile per il 2023.
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