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L'Italia punta a cambiare il patto di stabilità, ma sulla ripresa pesa l'incognita tedesca

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Governo italianoConferenza stampa del Presidente Draghi
Conferenza stampa del Presidente Draghi
 - Sputnik Italia, 1920, 05.09.2021
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Ieri da Cernobbio il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, è tornato ad insistere sulla necessità di modificare il patto di stabilità europeo. Ma è incognita sulla posizione tedesca.
Il governo italiano punta a costruire un’alleanza solida per cambiare il patto di stabilità europeo, sospeso nel 2020 per consentire ai governi di far fronte agli effetti della pandemia. A partire dal 2023 quelle regole dovrebbero tornare in vigore, nonostante le economie dell’Eurozona siano state profondamente cambiate dalla crisi prodotta dal Covid. E così ci sono Paesi, in primis l’Italia, che premono perché il patto venga adeguato all’attuale situazione economica.
“Le regole devono essere credibili e applicabili, perché non possiamo passare i prossimi anni a trovare modalità per bypassare le regole comuni", aveva detto qualche mese fa il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni. "La situazione – aveva aggiunto l’ex premier italiano al Forum economico di Trento - oggi è molto diversa rispetto a quando sono stati concepiti i trattati: i tassi erano del 4 per cento e oggi sono incomparabili, perché molto bassi o negativi”. Stesso discorso per il debito: “Era in media del 60 per cento mente quest'anno sarà del 102 per cento”.

Ieri, dal palco del workshop The European House Ambrosetti di Cernobbio, Gentiloni ha ribadito il concetto: “Tutti i Paesi dell’Eurozona hanno in media un debito del 100 per cento e quindi i messaggi sono due, bisogna tenere d’occhio questo debito evitando di aggiungere spese permanenti che rendano il suo peso sempre maggiore. Dall’altra parte è chiaro che il Covid cambia il contesto e quindi rende necessario un aggiornamento delle regole del patto di stabilità”.

Il premier italiano, Mario Draghi, è ottimista sul fatto che il patto “non si ripresenterà nella stessa forma” nel 2023. Secondo quanto si legge su Repubblica, il capo del governo italiano avrebbe già accennato alla questione nella cena a Marsiglia con il presidente francese Emmanuel Macron.
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E il tema potrebbe essere centrale negli incontri bilaterali che si terranno a margine della riunione dei ministri europei dell’Economia e delle Finanze, venerdì prossimo a Lubiana.
Per ora si tratterà soltanto di discussioni preliminari. Si attende, infatti, l’esito delle elezioni federali tedesche e la formazione del nuovo governo, prevista per la metà del mese di dicembre per capire chi sarà a guidare il ministero dell’Economia a Berlino.
Un elemento cruciale per definire quali saranno i margini di trattativa con il fronte dei Paesi frugali. Ad appoggiare il cambiamento, infatti, per ora ci sarebbero Italia, Francia e in generale i Paesi del Mediterraneo, che presentano i debiti pubblici più alti.
Quello che è certo è che la road map verso un addolcimento delle regole non passerà per la modifica del Trattato ma dei regolamenti, come il “six pack”, che controlla le politiche economiche per evitare squilibri.
L'obiettivo è lasciarsi alle spalle l’obbligo di rientrare ogni anno di un ventesimo del debito pubblico in eccesso, pur mantenendo il tetto del 60 per cento di debito sul Pil. Una regola che oggi avrebbe come effetto quello di frenare la ripresa post-lockdown delle economie europee.
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