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Boom di pomodoro cinese in Italia, la Coldiretti: "rischio che venga spacciato per Made in Italy"

© Sputnik . Igor Onuchin / Vai alla galleria fotograficaPomodori in serra
Pomodori in serra - Sputnik Italia, 1920, 04.09.2021
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In Italia, le importazioni dalla Cina di prodotti a base di pomodoro sono cresciute del 164% nei primi cinque mesi del 2021. L'allarme di Coldiretti: "Rischio che venga spacciato come Made in Italy".
È uno dei prodotti più amati dagli italiani da quando, il 31 ottobre del 1548, il Viceré del Regno di Napoli regalò i semi di questi ortaggi, provenienti dalla Spagna, a sua figlia Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo de’ Medici. Da quel momento in poi, il pomodoro è diventato un vero e proprio simbolo della tradizione gastronomica nazionale.
L’Italia è il terzo produttore mondiale di “oro rosso”, con il 13% sul totale globale, ed è proprio dal nostro Paese che arriva la metà del pomodoro lavorato nell’Ue. Eppure, in Italia è boom di prodotti a base di pomodoro provenienti dalla Cina.

A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che fa sapere come nei primi cinque mesi dell’anno sono arrivati nei nostri porti oltre 100 milioni di chili di derivati di pomodoro dal Paese del Dragone. Il 164% in più rispetto al periodo precedente.

Si tratta, per avere un termine di paragone, dell'equivalente del 15% della nostra produzione nazionale, che quest’anno è aumentata di 10 punti, per effetto dell’aumento della domanda in Italia e all’estero nel 2020.
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“Dalla Cina – spiega l’associazione dei produttori - si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare”.

“Il rischio – avverte la Coldiretti - è che il prodotto importato venga spacciato sui mercati nazionali ed esteri come Made in Italy, con gravi danni al prodotto nazionale in termini di mercato e di immagine”.

Per questo, l’appello è di controllare attentamente questo tipo di commercio “per evitare che possa nascondere frodi o inganni”.
“In Italia – ricorda l’associazione - esiste l’obbligo di etichettatura con il luogo di coltivazione del pomodoro utilizzato per i derivati, che hanno le rosse bacche come unico o principale ingrediente, ma nulla è previsto per i prodotti destinati all’estero”.
La mancanza di tracciabilità potrebbe mettere a rischio i consumatori, che in Italia utilizzano circa 30 chili a testa di questo prodotto, ingrediente principale di alcuni dei piatti simbolo della tradizione italiana, come la pasta e la pizza.
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