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Siria, il Pentagono smentisce i rapporti secondo cui le truppe USA avrebbero evacuato alcune basi

© AFP 2021 / SSGT JASON D. BECKSTAND / USMCA picture released by the US Marines shows Marines from 3rd Battalion, 2nd Marine Regiment (3/2) and Iraqi Special Forces patrolling a street in the city of Karabilah, near Iraq's northwestern border with Syria (file)
A picture released by the US Marines shows Marines from 3rd Battalion, 2nd Marine Regiment (3/2) and Iraqi Special Forces patrolling a street in the city of Karabilah, near Iraq's northwestern border with Syria (file) - Sputnik Italia, 1920, 03.09.2021
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Un portavoce del Dipartimento della Difesa ha detto a Sputnik che i rapporti, secondo i quali le truppe statunitensi starebbero lasciando alcune delle loro postazioni militari in Siria, non sono veritieri, aggiungendo che la missione dell'esercito in quel Paese non è cambiata.
L'agenzia di stampa iraniana Al-Alam aveva riferito, citando una fonte militare, che le forze statunitensi hanno evacuato tre basi all'interno della Siria, inclusa una postazione vicina al giacimento petrolifero di al-Omar nella provincia di Deir Ez-Zor.
"Non è vero, la nostra missione in Siria rimane la stessa", ha detto giovedì il portavoce del Dipartimento della Difesa. "Abbiamo controllato questa mattina per avere conferma".
Gli Stati Uniti, e i loro alleati, conducono un'operazione militare di terra nella Siria devastata dalla guerra dal 2014, sostenendo i ribelli e le forze siriane anti-Assad.

Le autorità siriane hanno più volte sottolineato che il governo non ha mai concesso agli Usa il permesso di condurre alcuna operazione sul suo terriotrio e considera la presenza militare statunitense come un'occupazione illegale, che si accompagna al saccheggio delle risorse naturali appartenenti alla popolazione del Paese.

Dal 2015, il comando americano ha stabilito nove basi militari nella Siria orientale e nord-orientale. Quattro di queste si trovano vicino ai giacimenti petroliferi di Deir ez-Zor e altre cinque nella vicina provincia di Al-Hasakah, che è ampiamente considerata il granaio della Siria.
In totale, il Pentagono ha stimato che la sua presenza nel Paese è di 900 soldati circa.
Alla fine del 2019, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva approvato un piano secondo il quale diverse centinaia di truppe statunitensi sarebbero rimaste nella nazione mediorientale e uno dei loro compiti principali sarebbe stato specificatamente quello di garantire il controllo sui giacimenti petroliferi nel nord-est e nell'est.
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