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Omicidio Dalla Chiesa, Mattarella ricorda il prefetto ucciso dalla mafia

© Foto : Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della RepubblicaCodogno- Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita a Codogno, 2 giugno 2020.
Codogno- Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita a Codogno, 2 giugno 2020. - Sputnik Italia, 1920, 03.09.2021
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Il 3 settembre di 39 anni fa, a Palermo, venne ucciso, in un agguato mafioso, il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, insieme a sua moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente della scorta Domenico Russo.
Il capo di Stato Sergio Mattarella ha rilasciato una dichiarazione in occasione del 39° anniversario dell'uccisione a Palermo, per mano di Cosa Nostra, del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa insieme a sua moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente della scorta Domenico Russo.
"La loro barbara uccisione rappresentò uno dei momenti più gravi dell’attacco della criminalità organizzata alle Istituzioni e agli uomini che le impersonavano, ma, allo stesso tempo, finì per accentuare ancor di più un solco incolmabile fra la città ferita e quella mafia che continuava a volerne determinare i destini con l’intimidazione e la morte", si afferma in un passaggio della dichiarazione.
Per Mattarella, l'omicidio di Dalla Chiesa divenne occasione per la comunità nazionale di "reagire facendosi forte della stessa determinata e lucida energia di cui Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva già dato esempio, durante il suo brillante percorso nell’Arma dei Carabinieri, nell’impegno contro organizzazioni criminali e terroristiche".
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Infine, nel suo intervento, il capo di Stato ha sottolineato come la morte di Dalla Chiesa rappresentò una svolta nella lotta contro la criminalità organizzata.
"Il sacrificio del Prefetto Dalla Chiesa e il suo lascito ideale contribuirono ad orientare molte delle scelte che, negli anni successivi, hanno consentito un salto di qualità nell’azione di contrasto ai fenomeni di infiltrazione mafiosa nell’economia e nella Pubblica Amministrazione. Norme e poteri di coordinamento più incisivi diedero nuovo vigore alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata e rafforzarono la fiducia degli apparati pubblici che la combattevano", ha affermato Mattarella, che ha concluso sottolineando "i sentimenti di vicinanza e partecipazione miei e dell’intero Paese" alle famiglie delle vittime.
Carlo Alberto dalla Chiesa, che da carabiniere partecipò alla Resistenza e nel Dopoguerra si contraddistinse nella lotta prima al banditismo, nel Sud, e poi al terrorismo delle Brigate Rosse, il 6 aprile 1982 venne nominato Prefetto di Palermo per contrastare Cosa Nostra. Il 3 settembre dello stesso anno trovò la morte mentre, con l'auto, viaggiava insieme alla sua consorte. Anche l'agente della scorta, che lo seguiva con un'altra vettura, venne freddato da un sicario. Per i tre omicidi sono stati condannati all'ergastolo come mandanti i vertici della Mafia siciliana, ossia i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.
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