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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Ispettore speciale per l'Afghanistan: “L’intervento occidentale ha solo peggiorato la situazione”

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaAfghanistan, Talebani*
Afghanistan, Talebani* - Sputnik Italia, 1920, 03.09.2021
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John Sopko, Ispettore Speciale per L’Afghanistan, ha osservato che l’Occidente “ha versato troppi soldi, troppo velocemente e soprattutto con troppo poco controllo”, il che avrebbe permesso ai signori della guerra e ai capi locali di diventare estremamente ricchi, col risultato ultimo di non aver fatto altro che peggiorare la situazione del Paese.
L’epilogo inglorioso della ventennale missione occidentale in Afghanistan, la fuga del Presidente Ashraf Ghani appoggiato dagli Stati Uniti e la repentina presa del potere da parte dei talebani*, pare stia costringendo ora importanti analisti a rivalutare peso, oculatezza e valore strategico degli aiuti esteri lautamente, ma anche spesso improvvidamente, distribuiti al Paese centroasiatico.
Diversi esperti hanno sostenuto che la mancanza di controllo sugli aiuti all'Afghanistan potrebbe aver effettivamente esacerbato la situazione nel Paese devastato dalla guerra.
“Credo che sia una valutazione corretta che i fondi di aiuto senza un controllo sufficiente possano aver aggravato il conflitto. Anche gli aiuti ben controllati possono per altro contribuire ai conflitti", ha detto al quotidiano svedese Dagens Nyheter, Heléne Lackenbauer, ricercatrice capo al Dipartimento di politica di sicurezza e studi strategici presso l'Agenzia svedese per la ricerca sulla difesa (FOI).
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La Lackenbauer ha citato la disintegrazione della tradizionale struttura decisionale del Paese, con clan autonomi che mediavano e negoziavano tra loro, un processo iniziato già negli anni '80, quando gli Stati Uniti avevano sostenuto i leader religiosi mujahedin con denaro e armi per combattere l'ex Unione Sovietica.
“Tutto ciò ha distrutto la struttura della società. La cosa è continuata e anzi si è andata intensificando nel tempo, specialmente dopo il 2001. Questo ha aumentato le ingiustizie ed esacerbato la guerra. Il vecchio detto recita: 'Quando piove manna dal cielo, i poveri non hanno il cucchiaio'”, ha detto la specialista.
Il ricercatore iraniano-canadese Saeed Parto, che vive e lavora in Afghanistan dal 2006, ha sostenuto a sua volta che la corruzione nel sistema di aiuti ha senz’altro avuto un effetto negativo sugli sviluppi del Paese.
“Lo ha sicuramente fatto. Quei soldi sono stati dati ad autorità e organizzazioni che dicevano che sarebbero serviti ad una cosa, invece sono finiti altrove. Non importa bene dove, è chiaro che in ogni caso è stato dannoso. Quando i fondi vengono versati, è quasi impossibile poi controllarli, poiché i dipendenti dell'organizzazione donatrice non possono essere fisicamente presenti a causa della situazione di sicurezza", ha spiegato a Dagens Nyheter.
John Sopko, per altro, voce quanto mai in capitolo dato che è un ispettore SIGAR, cioè della Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction, l'agenzia statunitense che monitora i progetti di aiuto e ricostruzione in Afghanistan, conferma che la mancanza di controllo sui fondi per gli aiuti forniti della comunità internazionale non può che aver contribuito ad esacerbare il lungo conflitto nel Paese.
“l'Occidente ha versato troppi soldi, troppo velocemente e soprattutto con troppo poco controllo”, ha detto, specificando che tutto questo non ha fatto altro che arricchire oltremisura i signori della guerra locali.
Si pensi che la sola Svezia avrebbe dato all'Afghanistan circa 13 miliardi di corone svedesi (quasi 1,3 miliardi di euro) in aiuti negli ultimi 20 anni. Secondo il ministero delle finanze svedese, l'aiuto sarebbe dovuto servire a finanziare sforzi umanitari vitali, quali l'istruzione dei bambini e l'assistenza alla maternità, fornendo un contributo decisivo. Allo stesso tempo, questi ha dovuto ammettere che la cooperazione allo sviluppo nel Paese è stata "difficile", non da ultimo a causa della mancanza di capacità del governo centrale e della mancanza di coordinamento.
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In tutto si calcola che, solo tra il 2002 e il 2009, l'Afghanistan abbia ricevuto circa 35 miliardi di dollari di aiuti internazionali (quasi 30 miliardi di euro), molti dei quali sono stati saccheggiati nel processo e non hanno mai raggiunto i destinatari previsti. Nel 2020, al Paese centroasiatico erano stati promessi altri 12 miliardi di dollari (10 miliardi di euro abbondanti) per il quadriennio successivo.
L'acquisizione da parte dei talebani ha tuttavia posto seri dubbi sul futuro degli aiuti stranieri, sebbene il Paese ora ne dipenda fortemente vista la gravissima situazione economica, nonché umanitaria.
Al contrario, dopo la caduta di Kabul, gli Stati Uniti hanno congelato oltre 9 miliardi di dollari di attività estere afghane, detenute presso la Federal Reserve Bank di New York.
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e molti altri paesi
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