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Cosa c'è dietro al riavvicinamento tra Ankara e Abu Dhabi?

© REUTERS / PRESIDENTIAL PRESS OFFICETurkish President Tayyip Erdogan addresses members of parliament from his ruling AK Party (AKP) during a meeting at the Turkish parliament in Ankara, Turkey, February 10, 2021
Turkish President Tayyip Erdogan addresses members of parliament from his ruling AK Party (AKP) during a meeting at the Turkish parliament in Ankara, Turkey, February 10, 2021 - Sputnik Italia, 1920, 03.09.2021
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Di recente si sta registrando un miglioramento delle relazioni tra Turchia ed Emirati arabi uniti.
Pochi giorni fa, il presidente turco Erdogan ha telefonato al principe ereditario emiratino Mohammed bin Zayed e le parti hanno discusso dell’approfondimento delle relazioni bilaterali. A metà agosto, il leader turco ha incontrato personalmente il consigliere emiratino alla sicurezza nazionale. Durante l’incontro, tenutosi ad Abu Dhabi, le parti si sono accordate circa la futura partecipazione in progetti di investimento.
Mustafa Yetim, esperto della regione del Golfo Persico presso l’ORSAM (il Centro turco di studi mediorientali), ha spiegato, per Sputnik, la ragione di un così attivo dialogo diplomatico tra Ankara e Abu Dhabi, dopo anni di tensioni. Secondo Yetim, già da diverso tempo Ankara avrebbe ricevuto dagli EAU segnali circa l’intenzione di questi ultimi di instaurare relazioni solide.
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L’esperto sostiene che, nonostante l’estrema tensione politica tra i due Paesi su tutta una serie di questioni, i rapporti commerciali tra le parti continuino a prosperare.

“La bilancia commerciale degli scambi con gli EAU non ha risentito di queste tensioni. Tra i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, gli EAU sono l’unica nazione con cui la Turchia ha conservato il maggior volume di scambi. Ad esempio, nonostante i nostri rapporti con il Qatar, gli scambi con questo Paese non sono riusciti a raggiungere gli stessi volumi. Né gli EAU né l’Arabia Saudita hanno mai ignorato la Turchia, perché il potenziale di quest’ultima nella regione è insindacabile. Questo è sintomo del fatto che le parti hanno aspettato per tutto questo tempo il momento in cui sarebbe mutata la contingenza politica. Nell’ultimo periodo stiamo vedendo che, a livello politico, ci si sta muovendo proprio in questa direzione”, osserva Yetim.

Riguardo alle ragioni che hanno spinto gli EAU a cercare un avvicinamento con Ankara, l’esperto indica il tentativo di Abu Dhabi di identificare un solido partner alternativo, alla luce delle problematiche che stanno interessando i rapporti tra Egitto e Arabia Saudita.

“All’interno dell’alleanza tra EAU, Arabia Saudita ed Egitto si riscontrano alcune divergenze su temi quali il conflitto in Yemen, la normalizzazione delle relazioni con il Qatar, Israele e l’Iran. Questa alleanza ha profuso molti sforzi per superare queste divergenze. Ankara e Doha sono uscite da questo processo ancora più forti, mentre l’alleanza EAU-Arabia-Egitto ha subito diverse perdite. E ora gli EAU desiderano normalizzare le relazioni con la Turchia, nel tentativo di bilanciare il peso del Qatar. Inoltre, gli EAU intendono riequilibrare i pesi anche nei rapporti con l’Iran. In questa situazione così delicata, è possibile che gli EAU vengano isolati dagli altri contendenti della regione. E il fatto che Abu Dhabi non sia riuscita a ottenere quanto sperato dalla normalizzazione dei rapporti con Israele fa di Ankara, agli occhi degli Emirati, un partner alternativo ancora più interessante”, conclude l’esperto.

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