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Violazione delle norme sulla privacy UE, l’Irlanda multa WhatsApp per 225 milioni di euro

WhatsApp - Sputnik Italia, 1920, 02.09.2021
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Il popolare servizio di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook è stato multato, con una sanzione record di 225 milioni di euro, dall'autorità irlandese di vigilanza sui dati per aver violato le norme sulla privacy dei dati dell'UE.
La Commissione irlandese per la protezione dei dati ha dichiarato giovedì che WhatsApp non ha correttamente informato i cittadini dell'Unione europea riguardo all'uso dei loro dati, sanzionando l’azienda americana con la multa più grande che il regolatore irlandese abbia mai comminato per violazioni di tale genere.
Secondo il regolatore, WhatsApp non avrebbe comunicato agli utenti europei come vengono raccolte e utilizzate le loro informazioni personali e come il flusso di dati verrebbe condiviso con la società madre, la Facebook Inc.
La stessa Commissione avrebbe inoltre intimato la piattaforma, utilizzata da 2 miliardi di persone in tutto il mondo, di modificare le proprie politiche sulla privacy, in modo da conformarsi alla normativa europea. Per tali motivi WhatsApp potrebbe dover estendere la propria politica in materia di privacy, che tuttavia alcuni utenti trovano già fin troppo lunga e complessa.
"WhatsApp si impegna a fornire un servizio sicuro e privato", ha affermato un portavoce dell’azienda ai media, preannunciando un ricorso, "Abbiamo lavorato per garantire che le informazioni che forniamo siano trasparenti e complete e continueremo a farlo. Non siamo d'accordo con la decisione odierna in merito alla trasparenza che abbiamo fornito alle persone nel 2018 e le sanzioni sono del tutto sproporzionate”.
Dal 25 maggio 2018 è in vigore nell’Unione Europea il regolamento europeo 2016/679 in materia di privacy, conosciuto con l'acronimo GDPR (General data protection regulation), relativo alla protezione dei dati personali. Questa normativa richiede che le aziende siano chiare e spieghino bene in anticipo come utilizzeranno i dati sensibili dei clienti.
Il caso irlandese non è il primo di una seria multa a giganti della tecnologia per non aver rispettato la normativa GDPR.
A luglio, il regolatore dei dati del Lussemburgo ha multato Amazon per 746 milioni di euro per aver infranto il GDPR sull'utilizzo di dati personali ad uso pubblicitario, mentre il regolatore francese, nel 2019, aveva multato Google con una più modesta multa di 50 milioni di euro per “mancanza di trasparenza e consenso in merito alla personalizzazione degli annunci”.
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