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L’OMS monitora la nuova variante ‘Mu’: potrebbe essere più resistente ai vaccini

© Sputnik . Aleksey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaL'edificio OMS a Ginevra
L'edificio OMS a Ginevra - Sputnik Italia, 1920, 02.09.2021
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Una nuova variante di SARS-CoV-2 è attentamente monitorata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), essendosi, pare, dimostrata particolarmente resistente ai vaccini in America Latina.
La nuova variante è stata anch’essa denominata con una lettera dell’alfabeto greco, la ‘Mu’ (dodicesima lettera, ‘Delta’ è la quarta lettera), ma il suo nome scientifico, per l’esattezza, è B.1.621.
Nel suo aggiornamento epidemiologico settimanale, pubblicato martedì, l'OMS ha avvertito che tale variante si starebbe diffondendo sempre più in Colombia ed Ecuador e avrebbe mostrato segni di possibile resistenza ai vaccini.

Se, a livello globale, la frequenza della variante Mu, identificata per la prima volta in Colombia nel gennaio 2021, è inferiore allo 0,1% tra tutti i casi di coronavirus, la sua prevalenza è costantemente aumentata in Colombia ed Ecuador, dove è ora responsabile rispettivamente di circa il 39% e il 13% delle infezioni, scrive una comunicazione ufficiale dell’Agenzia.

Mu è la quinta variante d'interesse monitorata dall'OMS da marzo. Ha una serie di mutazioni che sembrerebbe renderla più resistente ai vaccini, con un comportamento simile a quello notato nella variante ‘Beta’, ha avvertito l'agenzia sanitaria, che tuttavia ha sottolineato che saranno necessarie ulteriori ricerche per confermarlo.
La Colombia, paese di 50 milioni di abitanti (dato del 2019), ha avuto quasi il 10% della sua popolazione contagiata dalla pandemia di coronavirus (4.905.258 casi confermati), e almeno 124.811 decessi a causa del Covid-19, secondo l’ultimo rapporto dell'OMS di mercoledì. Al 27 agosto, erano state somministrate un totale di 34.247.170 dosi di vaccino nel Paese sudamericano.
Anche gli scienziati sudafricani stanno monitorando da vicino lo sviluppo di una nuova variante, la C.1.2, che tuttavia non sarebbe ancora preoccupante, secondo la classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità. Non si ritiene che tale variante sia in aumento e che abbia alcuna capacità di prevalere rispetto agli altri ceppi, secondo quanto affermato dalla dott.ssa Margaret Harris, portavoce dell'OMS.
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