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Covid, gli anestesisti: "I no-vax si pentono quando arrivano in rianimazione"

© AP Photo / Antonio CalanniBergamo, Ospedale Papa Giovanni XXIII
Bergamo, Ospedale Papa Giovanni XXIII - Sputnik Italia, 1920, 02.09.2021
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Il presidente dell'Associazione anestesisti italiani critica i no-vax: "Si convincono della realtà della malattia solo quando sono nel letto di rianimazione”. E invoca l'obbligo vaccinale.
Il 90 per cento di chi finisce nei reparti di rianimazione con il Covid non è vaccinato. È il dato fornito all’Adnkronos Salute da Alessandro Vergallo, il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac).
La maggior parte di loro, secondo l’esperto, quando arriva in terapia intensiva si pente di non aver effettuato la vaccinazione.

“Si convincono della vera realtà della malattia e della protezione che potevano avere con il vaccino solo quando sono nel letto di rianimazione”, spiega Vergallo, che definisce la maggior parte dei no-vax come seguaci delle “teorie del complotto” che dilagano sui social.

È gente, insiste, che “vive in una realtà virtuale", dove però non ci sono competenze scientifiche. Il portavoce degli anestesisti italiani si dichiara a favore dell’obbligo vaccinale. La “moral suasion” non sta funzionando, dice all’Adnkronos, per quello “zoccolo duro” di “over 40-50 che fa resistenza”.

Il green pass, secondo il medico, ha contribuito ad aumentare il numero di dosi somministrate. Ma, evidentemente, il livello raggiunto finora non è sufficiente. Il rischio, se non si vaccinano tutti, avverte, è che “il bene della salute pubblica venga messo in crisi da una fetta di popolazione che impedirà anche l'immunità di comunità".

Tuttavia, per Vergallo, l’ipotesi avanzata dall’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, di far sostenere i costi delle cure ai pazienti no-vax “non è praticabile”. Difficile, per l’esperto, anche prevedere cosa succederà nelle prossime settimane nei reparti di terapia intensiva.
Vergallo prevede un aumento dei ricoveri, ma l’eventualità che i posti letto possano saturarsi dipenderà da diversi fattori. Tra questi ci sono le misure prese dalle regioni per ampliare le capacità delle rianimazioni, la durata della protezione offerta dai vaccini, la possibile diffusione di varianti più contagiose e il livello di circolazione del virus che verrà raggiunto con la riapertura delle scuole.
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