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Cingolani: "Ambientalisti radical chic peggio della catastrofe climatica" e rilancia il nucleare

CC BY-SA 4.0 / Niccolò Caranti / ICub and Roberto Cingolani (cropped photo)Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica
Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica - Sputnik Italia, 1920, 02.09.2021
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Fanno discutere le parole del ministro della Transizione Ecologica che, dal palco della scuola politica di Italia Viva, si è scagliato contro l'ambientalismo "ideologico". E rilancia il dibattito sul nucleare: "Con le nuove tecnologie, da folli non considerarlo".
“Gli ambientalisti radical chic” sono “peggio della catastrofe climatica”. Con queste parole il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ieri, dal palco della terza edizione della scuola di formazione politica di Italia Viva a Ponte di Legno, in Lombardia, si è scagliato contro l'ambientalismo "ideologico".
Gli “ambientalisti oltranzisti, ideologici (...) sono parte del problema”, ha detto il ministro riferendosi al dramma dei cambiamenti climatici ed invocando “un confronto” scevro da preconcetti.
“Se non guardate i numeri – avverte - rischiate di farvi male come mai successo in precedenza”.
Ma la sua posizione ha sollevato una vera e propria ondata di indignazione da parte dei verdi, che lo accusano di insultare il mondo ecologista. “Mai un ministro della Repubblica si è espresso con tanta sconsideratezza e assenza di rispetto per una comunità di persone che nel nostro Paese si batte come lui” ha replicato Angelo Bonelli, coportavoce nazionale di Europa Verde.
Secondo l’ambientalista, il ministro sarebbe responsabile di aver inaugurato con le sue parole “una campagna di paura contro la transizione ecologista per fermare la modernizzazione e difendere gli interessi delle lobby del petrolio”.
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Durante il suo intervento a Ponte di Legno, il ministro, che è anche fisico e accademico, ha rilanciato anche il dibattito sul nucleare.
Le nuove tecnologie, per il ministro, hanno cambiato lo scenario. Sbagliato, quindi, secondo Cingolani, demonizzare aprioristicamente questa fonte di energia alternativa.

“Si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante” ha spiegato, citato dal Corriere della Sera. “Se i chili di rifiuto radioattivo sono pochissimi, la sicurezza elevata e il costo basso, - ha osservato - è da folli non considerare questa tecnologia”.

Anche qui richiama i critici al pragmatismo: “Stiamo ai numeri, quando saranno disponibili prenderemo le decisioni”.
Come ha già fatto in passato, il ministro ha poi messo in guardia sui rischi della transizione ecologica: “Deve essere sostenibile, sennò non si muore di inquinamento, ma di fame”. L’industria, è il ragionamento, deve prima “adeguarsi a queste trasformazioni”, per evitare ripercussioni disastrose sulla tenuta sociale e del mercato del lavoro.
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