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Whirlpool di Napoli: lavoratori occupano l'autostrada, chiedono il ritiro dei licenziamenti - Video

© Fiom - CgilLavoratori Whirlpool di Napoli in protesta
Lavoratori Whirlpool di Napoli in protesta - Sputnik Italia, 1920, 01.09.2021
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Protesta dei lavoratori, che chiedono il ritiro del licenziamento collettivo. Rappa (Fiom): "Continueremo a lottare fino alla riapertura".
I lavoratori di Whirlpool Napoli hanno occupato mercoledì mattina l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria per protestare contro la procedura di licenziamento collettivo e chiederne il ritiro. Da fine luglio attendono la convocazione di un tavolo al Mise con il viceministro Todde.
"La vertenza continua, fino a quando non riapriranno lo stabilimento di via Argine continueremo a lottare, ha dichiarato Rosario Rappa, segretario generale Fiom di Napoli.
Al termine dell'assemblea presso lo stabilimento Whirlpool di via Argine a Napoli, convocata lunedì scorso dopo l'incontro con l'azienda, circa 200 lavoratori si sono diretti verso l'autostrada, occupando entrambe le carreggiate all'altezza dello svincolo di San Giovanni a Teduccio.
La protesta ha bloccato la circolazione sul tratto autostradale, sia in entrata che in uscita. I sindacati di categoria Fiom, Fim e Uilm chiedono un coinvolgimento delle istituzioni locali ed è stato sollecitato un incontro con il prefetto di Napoli, Marco Valentini.
Fiom chiede che il governo mantenga gli impegni presi con i lavoratori, dopo l'avvio della procedura di licenziamento di metà luglio.
"Il viceministro Todde aveva detto che ci avrebbe convocato entro fine luglio. Siamo a settembre e ancora non abbiamo una convocazione", prosegue Rappa.
Inoltre viene esplicitamente richiesto al ministro del Lavoro Orlando un tavolo ministeriale per bloccare i licenziamenti.
"Fino a quando non raggiungeremo la ripresa dell'attività produttiva continueremo con le iniziative di lotta", conclude Rappa.

La vertenza Whirlpool

La multinazionale degli elettrodomestici ha definitivamente chiuso l'impianto di produzione di Napoli il 31 ottobre 2020, mettendo in cassa integrazione i circa 300 operai Whirlpool, che adesso rischiano il posto di lavoro alla scadenza dello stop ai licenziamenti.
Secondo i vertici di Whirlpool, l’impianto di Napoli perdeva 20 milioni di euro all'anno e ogni tentativo di rilanciare lo stabilimento sarebbe stato vano.
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Tuttavia, le sigle sindacali hanno messo in rilievo come la decisione di chiudere Napoli sia incoerente con i risultati dell'azienda nel settore, che nel 2020 sono stati positivi.
Il 15 luglio, la multinazionale ha avviato la procedura di licenziamento per i circa 300 lavoratori di via Argine, dopo due settimane dalla revoca dello stop ai licenziamenti, rifiutando l'alternativa del governo di 13 settimane di cassa integrazione a costo zero.
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