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Lite Sassoli-Orban, sui migranti: “Ue come l’Impero romano”

© Nebojsa Tejic/STAForum di Bled
Forum di Bled - Sputnik Italia, 1920, 01.09.2021
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L’acceso botta e risposta tra il presidente dell’Europarlamento e il premier ungherese sull’arrivo dei profughi afghani. Per il capo del governo magiaro le competenze del settore devono tornare agli stati membri.
Un dialogo serrato e più che franco nei toni e nelle parole quello tra il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e il primo ministro ungherese Viktor Orban. Al centro dello scontro la questione migranti su cui i due leader hanno visioni diametralmente opposte.
Il botta e risposta si è consumato durante il dibattito al Forum strategico di Bled, in Slovenia.
Sassoli si è detto preoccupato dalle dichiarazioni del capo del governo magiaro e ha avvertito: "Siccome la storia spesso è maestra di vita, non vorrei che si ripetesse per l'Ue quanto già avvenuto per l'Impero romano: non custodire le nostre frontiere, non gestire i flussi migratori può portare a farci travolgere".
La replica non si è fatta attendere. Orban ha risposto: "Le analogie con la storia sono utili. I migranti che stanno arrivando ora sono tutti musulmani", sottolineando come la caduta dell'impero romano sia "meno rilevante" rispetto "all'esperienza dell'Ungheria e degli Stati dei Balcani, occupati da Paesi musulmani".
Per il capo del governo magiaro l'arrivo dei profughi, “sta cambiando la composizione del nostro Continente" e pone una "sfida al nostra eredità culturale cristiana".

Riportare le competenze sui migranti agli stati membri

Orban è andato oltre. Per il premier dell’Ungheria “se vogliamo evitare che questo problema distrugga l'Unione dobbiamo trasferire le competenze sui migranti agli stati nazionali".
Il primo ministro ungherese ha anche ribadito, come fatto in passato, di essere contrario ad accogliere migranti.

Il premier ceco sta con il partner di Visegrad

A sostenere le posizioni di Orban è intervenuto il primo ministro della Repubblica ceca, Andrej Babis, che è collega anche nel Gruppo di Visegrad.

"Nel 2015 molti Paesi hanno accolto con favore l'immigrazione illegale", mentre "noi abbiamo lottato" contro "la stupida idea delle quote" di redistribuzione dei migranti dell'allora presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha detto.

Babis ha sottolineato la necessità di "fermare l'immigrazione illegale extra-Ue” che è collegata agli attacchi terroristici.
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