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COVID-19, secondo uno studio britannico la variante Delta raddoppia il rischio di ricovero

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 01.09.2021
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I ricercatori della Public Health England e dell’Università di Cambridge hanno pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, nel quale sostengono, dati statistici alla mano, che la variante Delta comporterebbe una probabilità praticamente doppia di ricovero ospedaliero rispetto alla variante Alfa del SARS-CoV-2.
Gli stessi autori dello studio pubblicato su Lancet definiscono la loro ricerca come “il più grande set di dati di sequenziamento dell'intero genoma per SARS-CoV-2 in un paese ad alto reddito fino ad oggi, consentendo la valutazione del rischio di ospedalizzazione per la variante Delta rispetto alla variante Alfa”.
Analizzando più di 40mila casi confermati dal sequenziamento in Inghilterra, tra il 29 marzo e il 23 maggio 2021, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che le probabilità di aver bisogno di doversi ricoverare in caso si contragga la variante Delta sarebbero almeno 1,5 volte maggiori rispetto a quelle che si avrebbero contraendo la variante tradizionale del Covid-19, la cosiddetta variante Alfa.
La buona notizia sarebbe, però, che l’analisi sul rischio di ospedalizzazione per i vaccinati non mostrerebbe invece sostanziali differenze tra contagiati con la Delta o con la Alfa. In entrambi i casi, le probabilità di finire in terapia intensiva vengono drasticamente abbattute rivelano i dati.
Coronavirus (immagine d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 31.08.2021
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Se da una parte è, quindi, vero che i vaccini non escludono completamente la possibilità di venire contagiati, soprattutto nel caso della variante Delta, sulla quale non erano stati progettati, è però pur vero, suggerisce lo studio, che questi forniscano una dotazione di anticorpi capace di lottare contro tutte le varianti dell’infezione e di fornire all’organismo una difesa base sufficiente a ridurre, per lo meno, i rischi di contrazione della malattia Covid-19 in forma grave.
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