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Bassetti e le minacce di morte dei No-Vax: “Ho fatto 70 denunce, lo Stato intervenga”

© Foto : FacebookMatteo Bassetti, infettivologo, primario dell’ospedale San Martino di Genova
Matteo Bassetti, infettivologo, primario dell’ospedale San Martino di Genova - Sputnik Italia, 1920, 31.08.2021
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Il racconto dell’aggressione sotto casa, la paura per la famiglia e la richiesta di fare di più per fermare un fenomeno pericoloso.
È preoccupato non soltanto per se stesso e per la sua famiglia Matteo Bassetti, ma anche per il clima di odio e per la diffusione nei movimenti No-Vax e No green pass di figure violente.
Il direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova racconta al Corriere della sera l’aggressione subita, le 70 denunce già presentate e dice: “La magistratura e lo Stato, però, devono intervenire: sono fenomeni pericolosi”.
Matteo Bassetti, infettivologo, primario dell’ospedale San Martino di Genova - Sputnik Italia, 1920, 30.08.2021
Infettivologo Bassetti inseguito e minacciato dai no-vax sotto casa
Appena rientrato dalle vacanze, Bassetti si è trovato in una situazione pericolosa: sotto casa un uomo lo ha seguito e riempito di insulti: “Mi urlava: ‘I vaccini fatteli tu’. E ancora: ‘Ti ammazzo’”.
Seguendo le indicazioni della Digos, ha chiamato una pattuglia, che è arrivata in tre minuti. “Quando ha sentito le sirene è corso via, ma è stato subito raggiunto dagli agenti. Ho saputo che si tratta di un uomo di 46 anni che è stato portato in Questura”, racconta dell’uomo che lo ha aggredito e che è stato denunciato direttamente dalla polizia.

Dai social alla strada

Bassetti ripercorre l’evoluzione delle minacce ricevute, iniziate sui social network a dicembre dello scorso anno, all’inizio delle vaccinazioni.

“Io ho sempre assunto posizioni pro vax, come del resto tutti coloro che fanno il mio mestiere, e le ho sempre sostenute”.

All’inizio si trattava di “insulti e minacce di morte a me e alla mia famiglia, soprattutto sulla mia pagina Facebook. Poi con lettere anonime indirizzate al mio ospedale, successivamente con telefonate, sempre anonime, alla segreteria dell’ospedale e a mia moglie”.
Poi l’escalation è proseguita con il numero di cellulare dell’esperto reso pubblico su Telegram, con una sequela di insulti e minacce. Il tutto culminato nell’aggressione verbale e fisica.
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