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Parte in salita la strada di Ita. Vertenza aperta con i sindacati su contratto e assunzioni

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaAirbus A321-100 di Alitalia
Airbus A321-100 di Alitalia - Sputnik Italia, 1920, 30.08.2021
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La nuova società che prende il posto di Alitalia ha annunciato di voler chiudere la piattaforma per la presentazione delle domande il 6 settembre, troppo presto secondo i rappresentanti dei lavoratori che chiedono di essere ascoltati dal governo.
È già iniziata la battaglia tra Ita, Italia Trasporti Aerei, la società che prende il posto della storica Alitalia, e i sindacati.
Oggetto del contendere il futuro occupazionale di 10.500 dipendenti ex Alitalia. Dopo due giorni di confronto tra l'azienda e i sindacati è emerso un secondo nodo. Il primo era stato quello del contratto nazionale da applicare ai dipendenti, vista la decisione dei vertici Ita di disdire l'Asso-Aereo.
Oggi la società ha comunicato che intende chiudere la piattaforma per la presentazione delle richieste di assunzione il 6 settembre. Per i sindacati è una scelta inconcepibile e hanno chiesto di essere convocati urgentemente dalle commissioni Trasporti di Camera e Senato.

Ita: ricevute oltre 10mila richieste

La società che prenderà il posto di Alitalia dal 15 ottobre con una flotta molto ridotta, appena 50 aerei, ha annunciato oggi di aver ricevuto in pochi giorni circa 10mila domande di assunzione sulla sua piattaforma.
Di queste soltanto il 10-15% proviene da dipendenti Alitalia, secondo fonti sindacali. Per i rappresentanti dei lavoratori la decisione di chiudere tutto il 6 settembre, tra una settimana, è "frettolosa".
"Questa cosa non va bene, perché se fai un piano industriale che si sviluppa da qua al 2025 non mi puoi bloccare la piattaforma il 6 settembre", ha sottolineato il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito.
I sindacati chiedono che la fetta di dipendenti Alitalia assorbiti da Ita sia maggiore: l'azienda ne vuole assumere 2.800, mentre la controparte chiede di prendere tutti i lavoratori della parte "aviation" di Alitalia, almeno 6.000 spalmati nei prossimi sei mesi.

Il nodo del contratto collettivo

Altro tema scottante nella trattativa è il contratto da applicare ai dipendenti dopo la disdetta del precedente in vigore.
"Non possiamo accettare che questo nuovo vettore non negozi, con regole stabilite a monte, il contratto collettivo Nazionale di lavoro con le parti sociali", hanno denunciato i sindacati in una nota congiunta.
Secondo Cgil, Cisl e Uil Ita, "punterà – come ha già preannunciato nella lettera inviata ai sindacati il 23 agosto scorso – ad applicare un regolamento particolarmente penalizzante per le lavoratrici e i lavoratori come se la società fosse una indefinita 'startup'. Con queste premesse la nuova azienda nascerà col piede sbagliato e non ci sarà quindi il netto cambio di passo che tutti dicono di volere".
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