Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Emergenza nei comuni etnei sommersi dalla terra vulcanica: Musumeci convoca vertice con i sindaci

© Foto : Clara StatelloStrade e piazze dei comuni etnei ricoperte dalla cenere vulcanica
Strade e piazze dei comuni etnei ricoperte dalla cenere vulcanica - Sputnik Italia, 1920, 30.08.2021
Seguici su
L'imponente eruzione dell'Etna iniziata domenica pomeriggio ha provocato una ricaduta di ceneri e lapilli sul territorio della fascia ionica-etnea. La pioggia di materiale piroclastico ha colpito di nuovo Giarre, Riposto, Milo e Sant'Alfio. I sindaci chiedono di riconoscere la calamità naturale.
Il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ha convocato per oggi, a palazzo della Regione di Catania, un vertice di protezione civile con i sindaci dei comuni colpiti dalla pioggia di ceneri e lapilli. E' prevista la partecipazione del capo del dipartimento regionale Salvo Cocina.
I comuni della fascia ionico-etnea sono stati di nuovo sommersi da una pioggia di materiale piroclastico prodotto dall'intensa attività eruttiva dell'Etna, che si è intensificata domenica pomeriggio a partire dalle 15.45, per durare fino a sera.
Attorno alle 19.00 una nube nera di materiale piroclastico ha oscurato il cielo sopra i centri di Giarre, Riposto, Sant'Alfio, Milo e il borgo di Fornazzo. Una pioggia di cenere e lapilli è iniziata a cedere intensamente, fino alle 20.30 di sera, quando il vulcano si è placato.
© Clara StatelloEruzione Etna 29 agosto 2021 con ricaduta di cenere e lapilli su Giarre, Milo, Sant'Alfio e Riposto
Eruzione Etna 29 agosto 2021 con ricaduta di cenere e lapilli su Giarre, Milo, Sant'Alfio e Riposto - Sputnik Italia, 1920, 30.08.2021
Eruzione Etna 29 agosto 2021 con ricaduta di cenere e lapilli su Giarre, Milo, Sant'Alfio e Riposto

I sindaci: "Così non si può andare avanti"

I sindaci dei comuni pedemontani chiedono che venga riconosciuta la natura emergenziale della calamità naturale, dopo sette mesi di frequenti e intensi parossismi dal cratere di Sud Est.
"Ho appena parlato con il presidente on. Nello Musumeci, con il quale insieme ai colleghi sindaci va trovata urgente risposta di natura emergenziale", scrive il primo cittadino di Giarre, Angelo D'Anna, che punta il dito contro la "colpevole inerzia del legislatore nel dare un inadeguato inquadramento normativo ad un fenomeno che è naturale dal punto di vista fisico ma innaturale quanto a ripetitività ed effetti".
Il sindaco di Milo Alfio Cosentino si dice invece pronto a "gesti eclatanti".
"Se serve andrò dal prefetto a consegnare la mia fascia tricolore. Questo della cenere dell'Etna, che si ripresenta da ormai sette mesi, è un problema insostenibile sia per noi amministratori che dobbiamo ripulire strade, piazze, il cimitero e i tetti degli edifici pubblici come le scuole, il municipio, sia per i privati che devono pure sostenere spese consistenti che intaccano i risparmi delle famiglie", afferma il primo cittadino in una nota riportata da Ansa.
I comuni chiedono il sostegno della Regione per far fronte alle spese di pulizia, assegnate a ditte private. Il Comune di Milo, spiega Cosentino, ha impegnato e ancora non pagato circa 300 mila euro, una cifra "insostenibile per un comune di appena mille abitanti".
"Occorre che la Regione Siciliana - prosegue - anche tramite la Protezione Civile, dia supporto alle comunità e alle amministrazioni. Perché se è vero che non si attiva lo stato di emergenza, riservato solo a terremoti, eruzioni e incendi, nessuno può negare che questo della cenere sia un'urgenza silenziosa, continua. Che crea enormi problemi anche alle produzioni agricole: agrumi, ortofrutta e viticoltura, che a Milo è la principale fonte di economia tanto che nei prossimi giorni abbiamo in programma la 41esima ViniMilo. Ma adesso siamo in emergenza - conclude - occorre intervenire subito, perché da sindaco ho l'impegno civile e morale della salute pubblica e dell'incolumità dei cittadini, e la cenere per le strade provinciali, di competenza della Città Metropolitana, è anche un fattore di rischio per la viabilità. Abbiamo visto tanti proclami ma pochi risultati. Così non si può andare avanti", conclude la nota.

Musumeci invoca l'intervento dell'Ue

La soluzione per amministratori e Regioni, è quella di dotare i comuni di strumenti che permettano di affrontare un fenomeno che ha smesso di avere un carattere emergenziale ed è diventato routinario.

"L’abbiamo detto e ripetuto: non si tratta di un fenomeno sporadico, questi “episodi” sono sempre più frequenti e non possono essere gestiti come occasionale emergenza", scrive Musumeci in un post pubblicato ieri su Facebook.

Il presidente Nello Musumeci si rivolge al Dipartimento di protezione Civile e al governo di Roma per un ulteriore sforzo finanziario e per coinvolgere l'Unione europea, affinché riconosca il fenomeno come calamità naturale, autorizzando un Piano di intervento.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала