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Conte: “Sul reddito di cittadinanza Italia Viva e centrodestra non passeranno”

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 30.08.2021
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Il leader del M5S lancia una stoccata a Salvini e difende Lamorgese: da ministro cosa ha fatto per l’immigrazione? Ha fallito.
Sono tanti i punti da affrontare al rientro dalle vacanze estive e con la ripresa del lavoro in Parlamento. Quello che preme di più al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è difendere, pur migliorandolo, il reddito di cittadinanza.
In un’intervista al Corriere della Sera, Conte, assicura che il reddito di cittadinanza non verrà cancellato: “Le assicuro che non accadrà, non è nell’ordine delle cose. Resto a quanto ha dichiarato Draghi, che condivide la necessità di questo sistema di protezione”.
E avverte: “L’iniziativa del centrodestra, spalleggiata da Italia viva, non potrà avere successo, perché il reddito di cittadinanza è un fatto di necessità oltre che di civiltà”.
Conte difende il provvedimento, approvato nel suo primo esecutivo, e ribadisce che lo rifarebbe “cento volte”.
“L’Italia sul reddito di cittadinanza non può più tornare indietro. Alcune necessità di modifiche scaturiscono tutt’al più dalla sua messa in pratica. Perciò dico sì a un tavolo che monitori la sua efficacia, rafforzi i controlli per evitare abusi e favorisca il dispiegamento di tutti i vantaggi per gli imprenditori collegati alle assunzioni”.

La stoccata a Salvini sui migranti

Conte poi parla di un vecchio e scomodo alleato, Matteo Salvini, che è stato ministro dell’Interno nel primo esecutivo.
“Ma lui che cosa ha fatto sull’immigrazione? Già quando era un mio ministro cercai di fargli capire che un problema così complesso non si affronta con demagogia, facendo la voce grossa in televisione, sui giornali e sui social”.
Il leader M5S racconta di aver chiesto a Salvini di migliorare il sistema dei rimpatri, “ma non ci riuscì pur avendo i pieni poteri di ministro”.
La causa degli insuccessi anche l’assenza dai tavoli europei e i decreti sicurezza che “hanno messo per strada decine di migliaia di migranti dispersi per periferie e campagne”.
Quindi “Salvini da ministro dell’Interno sui rimpatri e sull’immigrazione ha fallito. È un dato di fatto”, chiosa senza mezzi termini.
E poi una parola anche per l’attuale inquilina del Viminale, Luciana Lamorgese, che è “competente e sa come muoversi”.

I prossimi passi: processo civile e pensioni

Conte poi parla di quello che è il programma delle prossime settimane sia in seno al governo sia nelle commissioni e assicura che non ci saranno nuovi scontri con la Guardasigilli Cartabia.
“Dobbiamo approvare subito la riforma del processo civile all’esame di Palazzo Madama. Sarà un passaggio chiave anche per rendere il nostro sistema economico e sociale più attraente per gli investitori stranieri”.
E l’altro tema “determinante dell’autunno saranno le pensioni”. Su questo punto Conte propone un confronto “per ampliare la lista dei lavori gravosi ed usuranti sulla base dell’indice Istat di speranza di vita”. O in alternativa “il pensionamento anticipato a 63 anni in base alla sola quota contributiva, con la possibilità a 67 anni di una integrazione in base alla quota retributiva”.
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