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Transazione, ma a che prezzo? Le auto elettriche per ora costano meno di quelle a idrogeno

© Sputnik . Nikolay Khizhnyak / Vai alla galleria fotograficaStazione di ricarica per le auto elettriche a Krasnodar, Russia
Stazione di ricarica per le auto elettriche a Krasnodar, Russia - Sputnik Italia, 1920, 29.08.2021
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Le automobili elettriche restano più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelle ad idrogeno.
Ruslan Edelgeriev, il rappresentante speciale del presidente russo per gli affari inerenti la questione climatica, approfondisce la posizione della Russia riguardo all’energia basata sull’idrogeno in occasione dell’imminente occasione di confronto internazionale sul clima che si terrà a Glasgow.
A inizio mese, in Russia, è stata adottata la Strategia di sviluppo per l’energia all’idrogeno. Precedentemente, analizzando il documento, gli esperti hanno constatato l’intenzione della Russia di effettuare una transizione a beneficio di tecnologie a basse emissioni di carbonio, ma anche la preoccupazione che, ai ritmi attuali di sviluppo, il Paese non riuscirebbe a ridurre rapidamente l’impronta di carbonio prodotta dalla propria economia.
La Strategia russa è orientata prevalentemente sull’esportazione di idrogeno e non sullo sviluppo del mercato interno, come ad esempio avviene in Europa, giusto?
In effetti, prendendo visione della Strategia, è possibile avere questa impressione. Tutti gli obiettivi quantitativi enunciati nella Strategia riguardano proprio l’esportazione di idrogeno: 0,2 milioni di tonnellate entro il 2024, 2-12 milioni di tonnellate entro il 2035 e 15-50 milioni di tonnellate entro il 2050.
Probabilmente questo è dovuto al fatto che i portatori di interesse esteri hanno definito con maggiore precisione le proprie esigenze a lungo termine (UE, USA, Giappone e diversi altri Paesi hanno già adottato proprie strategie sul tema) rispetto a quanto abbiano fatto i consumatori interni. Mano a mano che si delineerà la portata futura della domanda sul mercato interno, capiremo quali obiettivi avrà senso porci.
Quanto invece alle questioni di natura ambientale, il volano dello sviluppo dell’energia dell’idrogeno è l’incremento della richiesta di energia a basse emissioni di carbonio. E questo è chiaro non solo in Europa, ma anche in Russia: nella Strategia russa questo aspetto è di centrale importanza.
Un’altra questione riguarda il fatto che UE e Russia non dispongono di eguali opportunità di aumento della produzione di idrogeno. In UE una quota considerevole del mix energetico è rappresentata dalle rinnovabili (solare ed eolica) che possono fungere da fonti energetiche utili per la produzione di idrogeno mediante elettrolisi (una tecnica di produzione di idrogeno verde, considerato uno dei più rispettosi dell’ambiente). La Russia è ancora indietro su questo fronte, perché da noi la produzione di idrogeno sarà effettuata mediante altre metodologie e, nello specifico, a partire da combustibili fossili. Ma nella nostra Strategia riconosciamo che, col tempo (quando il valore della produzione di idrogeno a partire dalle rinnovabili si avvicinerà al valore della produzione di quello ricavato dai combustibili fossili), passeremo all’adozione di quest’altra metodologia. In altre parole, l’orientamento “ambientalista” a lungo termine di Russia e UE coincide. A divergere sono soltanto le tempistiche.
© Sputnik . Maksim Bogovid / Vai alla galleria fotograficaIl prototipo dell’auto di lusso russa Aurus Senat ad idrogeno
Il prototipo dell’auto di lusso russa Aurus Senat ad idrogeno - Sputnik Italia, 1920, 29.08.2021
Il prototipo dell’auto di lusso russa Aurus Senat ad idrogeno
A Suo avviso, in che misura l’energia dell’idrogeno è in grado di concorrere con le tecnologie dell’elettrificazione (in particolare nel settore dei trasporti) o si tratta prevalentemente di un tipo di energia destinato all’industria?

Vi sono diversi studi condotti dalle maggiori case automobilistiche al mondo, che dimostrando che in questa fase le automobili elettriche sono più efficienti dal punto di vista energetico rispetto alle loro analoghe a idrogeno. Tuttavia, queste ultime presentano una serie di vantaggi, in particolare se consideriamo il settore dei trasporti pubblici. Il tempo ci dirà quale delle due tecnologie alla fine godrà di maggiore successo, ma sul breve periodo ci aspettiamo una coesistenza di automobili elettriche e di trasporto pubblico a idrogeno. Ad ogni modo, nessuno mette in discussione il futuro dell’idrogeno nell’industria.

A giudicare dalla Strategia fino al 2035, la Russia intende puntare sulla produzione di idrogeno a partire dai combustibili fossili. E poi?
Mano a mano che il costo dell’idrogeno ottenuto dalle rinnovabili e quello dell’idrogeno ricavato dai combustibili fossili si avvicineranno, la Russia comincerà gradualmente a puntare anch’essa sulle rinnovabili. Inoltre, non si dimentichi, ad esempio, dell’idrogeno ricavato mediante elettrolisi presso le centrali nucleari o idroelettriche. Nella Strategia sono indicate come direttrici prioritarie di sviluppo sia la messa a punto, sia l’implementazione a livello industriale di quelle tecnologie di produzione dell’idrogeno mediante elettrolisi dell’acqua.
Il processo di elettrolisi dell’acqua in sede di centrale nucleare è rispettoso dell’ambiente? Come si inserisce nella definizione di idrogeno “verde”?
Questo approccio è tanto rispettoso dell’ambiente quanto lo è la produzione di energia elettrica in centrale nucleare. Ovverosia è piuttosto rispettoso, sebbene chiaramente esista il problema delle scorie radioattive e della sicurezza. In UE il rapporto con l’energia nucleare è ambiguo (sebbene singoli Stati membri, la Francia in primis, sostengano questo tipo di energia), pertanto nella strategia europea sul tema non si fa menzione della posizione in merito all’elettrolisi dell’acqua contro la produzione in centrale nucleare. E manca comunque anche la terminologia di base sul tema. Ad esempio, la Direzione di valutazione tecnologico-scientifica in seno al Parlamento francese definisce questa tipologia di idrogeno “gialla” (e non “verde” come nel caso dell’idrogeno ricavato dalle rinnovabili e nemmeno “arancione” come quello ottenuto a partire dai combustibili fossili). Invece, il Consiglio per l’energia nucleare della Gran Bretagna, nella sua tabella di marcia per lo sviluppo dell’energia all’idrogeno, definisce questo idrogeno “verde”. Nella Strategia russa non si utilizza questa terminologia basata sui colori. Si parla soltanto di idrogeno a basse emissioni di carbonio.
© Sputnik . Maksim Bogovid / Vai alla galleria fotograficaImpianto per la produzione di idrogeno in Tatarstan
Impianto per la produzione di idrogeno in Tatarstan - Sputnik Italia, 1920, 29.08.2021
Impianto per la produzione di idrogeno in Tatarstan
Possiamo affermare che la Russia punterà sull’idrogeno più che sullo sviluppo delle rinnovabili?
Penso che in futuro sia inevitabile una convivenza tra l’idrogeno e le rinnovabili. E comunque non dimentichiamoci che queste due fonti energetiche sono chiaramente intercorrelate: col tempo sarà sempre di più l’idrogeno prodotto mediante elettrolisi da fonti rinnovabili. Mentre quanto al loro ruolo nel futuro dell’energia russa, non mi sbilancerei in questa fase poiché vi sono troppi fattori da tenere in considerazione.
Questa transizione verso l’idrogeno troverà posto nelle trattative di Glasgow?
A Glasgow non è prevista una discussione vera e propria sul tema, ma è possibile che si tengano singoli eventi dedicati. Ad esempio, la Gran Bretagna in quanto presidente della Conferenza delle parti intende dimostrare il primo “treno all’idrogeno” al mondo. Ad ogni modo, a livello internazionale esistono diverse piattaforme per discutere le prospettive di sviluppo dell’idrogeno: ad esempio, se n’è parlato in maniera piuttosto diffusa in occasione del G20 in Giappone nel 2019. La Conferenza delle parti si dedica alle questioni relative all’implementazione di 3 accordi climatici chiave a livello internazionale: la Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici, il Protocollo di Kyoto e gli Accordi di Parigi. E non si dimentichi che molte delle questioni sollevate dalla Conferenza sono di natura prettamente tecnica.
Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica - Sputnik Italia, 1920, 23.07.2021
G20 Ambiente, raggiunto un accordo su clima ed energia. Cingolani: “Ottimo risultato”
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