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Brusaferro: “La scuola non chiuderà grazie ai vaccini, uno strumento potentissimo”

© Foto : ETSorgSilvio Brusaferro
Silvio Brusaferro  - Sputnik Italia, 1920, 29.08.2021
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Si può guardare alla situazione generale con più ottimismo grazie all’immunizzazione e alla buona risposta dei ragazzi, dice il presidente dell’Istituto superiore di sanità.
A pochi giorni dalla ripresa dell’anno scolastico l’andamento dei casi e delle vaccinazioni consente di “guardare con un po’ di ottimismo” al futuro della pandemia in Italia, secondo il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro che a Repubblica ribadisce che la “priorità” resta quella di garantire la scuola in presenza.
“Oggi possiamo vaccinare sia il personale che gli studenti dai 12 anni in su. Con questo strumento potentissimo si può facilitare enormemente la possibilità di controllare l’infezione” e questo aumenta in modo “consistente” la possibilità di mantenere le lezioni in presenza.
Per Brusaferro, inoltre, “colpisce la crescita della partecipazione dei ragazzi alla vaccinazione” e in generale gli italiani “hanno risposto bene e sono certo che nelle prossime settimane raggiungeremo coperture molto elevate”.

I dubbi sui contagi dei vaccinati e la terza dose

Il presidente dell’Iss poi chiarisce alcuni dubbi sui dati e sui contagi.
“L’Rt sta calando e le proiezioni indicano la possibilità di un ulteriore abbassamento. Succede tutto lentamente a causa della Delta, ormai dominante”.
La variante, a causa della quota di non vaccinati, continua a circolare anche tra i giovani che si aggregano di più. Per questo bisogna continuare a vaccinarsi, perché “la possibilità di contrarre l’infezione è molto più bassa con il vaccino. Quella di trasmissione è ancora più remota, se attorno ci sono altre persone vaccinate, munite dunque di Green Pass”, aggiunge parlando dell’utilità del certificato.
Il Cts ha dato l’ok alla validità del green pass per 12 mesi, ma questo non è direttamente correlato con la copertura immunitaria che "è un fenomeno complesso”, spiega Brusaferro aggiungendo che per gli immunodepressi e i fragili si va verso la terza dose.
“Dobbiamo essere prudenti – spiega - si è detto sì al green pass di 12 mesi ma si deve essere pronti a modellare le misure sulla base di nuovi dati solidi accettati anche dalle agenzie regolatorie internazionali”.
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