Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a
 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Le armi USA in mano ai talebani finiranno ai terroristi dell’Isis e di al-Qaeda?

© REUTERS / StringerUn membro dei talebani con un M16 americano
Un membro dei talebani con un M16 americano - Sputnik Italia, 1920, 28.08.2021
Seguici su
I talebani hanno messo le mani su enormi scorte di armamenti statunitensi. Questo fa temere che l’Afghanistan si possa trasformare in un ginepraio qualora queste armi cominciassero a circolare tra le varie organizzazioni terroristiche presenti sul territorio.
Quali provvedimenti si possono adottare per prevenire la proliferazione di tali armi sofisticate?
Sebbene non sia ancora chiaro quante armi siano finite nelle mani dei talebani*, Reuters stima che al momento l’arsenale americano in mano terrorista sia composto da almeno 2.000 carri armati, 40 velivoli (tra cui anche UH-60 Black Hawks, droni militari ScanEagle, elicotteri d’assalto), migliaia di fucili d’assalto e dispositivi per la visione notturna.
Sui social media spopolano video e immagini che ritrarrebbero i talebani brandire fucili d’assalto M4 di fattura americana, utilizzare i veicoli militari Humvee o ancora volare in elicottero. Nel complesso Washington ha speso circa 83 miliardi di dollari per addestrare ed equipaggiare le forze governative afghane, secondo The Hill. Di questo denaro tra il 2002 e il 2017 gli USA hanno donato a Kabul armi per circa 28 miliardi. Si pensa che tutto ciò che non è stato distrutto sia ora nelle mani dei talebani.

Armi USA nelle mani dei terroristi

Il 18 agosto un gruppo di 25 senatori repubblicani ha inviato una lettera al segretario USA alla Difesa Lloyd Austin chiedendo un report completo sugli armamenti americani abbandonati in Afghanistan dopo che il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan aveva ammesso il giorno precedente che i talebani erano entrati in possesso di una discreta quantità di armi. Il legislatore americano ha espresso le proprie preoccupazioni circa il fatto che le armi di fattura americana potrebbero ora essere utilizzate dai terroristi e finire nelle mani di al-Qaeda* e dell’Isis*.

“Dobbiamo ricordare che gli armamenti di un intero esercito di 300.000 soldati sono finiti nelle mani dei talebani e ora sono sparsi per tutto il Paese”, sostiene Abdullah Khan, direttore dell’Istituto pakistano per gli studi sulla sicurezza. “È altamente possibile che parte di queste armi sia finita nelle mani di altre organizzazioni terroristiche come l’Isis”.

Inoltre, si trovano armi americane anche sul mercato nero in Pakistan e in Afghanistan, osserva Khan. L’esperto ritiene comunque che i talebani cercheranno di tener per sé queste armi.
Fakhar Kakakhel, analista indipendente specializzato nei conflitti in Afghanistan e Pakistan, ritiene che i talebani avrebbero già cominciato a raccogliere e documentare le armi saccheggiate. Le armi che invece si trovano nei mercati sarebbero finite lì per caso e non per perseguire una politica ben precisa.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che molti terroristi della regione, precedentemente imprigionati a Kabul, sono stati liberati dai talebani. A parlarne è Weeda Mehran, docente presso l’Università di Exeter.
Il 15 agosto Axios ha riportato che tra i 5 e i 7.000 carcerati del carcere di Pul-e-Charkhi (nell’area orientale di Kabul), fra cui anche soggetti operanti per al-Qaeda e per il movimento talebano, sono stati liberati dalle forze talebane. Alcuni di questi ex carcerati provenivano da organizzazioni terroristiche locali come il Movimento dei talebani del Pakistan (TTP)*, sostiene Mehran.
“Se i talebani non proteggono queste armi o, peggio, le trasmettono ad altre organizzazioni, la situazione potrebbe farsi altamente problematica”, avverte la docente.

I talebani cercano il riconoscimento internazionale

Ci si potrebbe chiedere in che modo i talebani potrebbero prevenire la proliferazione di armi. In realtà, gli insorti hanno interesse a proteggere il Paese da altre organizzazioni terroriste esterne in quanto i talebani stanno cercando il riconoscimento internazionale, osserva Michele Groppi, docente presso il King’s College di Londra.

“Gli USA non se ne sono andati in preda alla disperazione come dicono alcuni”, sostiene Groppi. “Vi sono accordi in vigore coi talebani, ad esempio quelli siglati a Doha. L’accordo vuole che i talebani non accolgano alcuna organizzazione terroristica. Dunque, la rete di Haqqani, una cella talebana, non potrà agire in via bellicosa. Per questo motivo, almeno sulla carta, né l’Isis né al-Qaeda sono i benvenuti”.

La cooperazione talebana con l’Isis e al-Qaeda o altri gruppi terroristici potrebbe compromettere il loro piano di creare un nuovo stato, sostiene Groppi. L’esperto non esclude che gli insorti potrebbero persino impiegare le armi americane contro l’Isis. “Ricordiamo che l’Isis, i talebani e al-Qaeda non si piacciono”, afferma.
“Sono piuttosto sicuro del fatto che gli USA e persino, secondo mie fonti in loco, membri delle ex forze afghane credono che i talebani stiano usando queste armi contro l’Isis”, sostiene.
È altrettanto importante assicurarsi che i talebani non utilizzino queste armi contro i civili afghani e i gruppi dell’opposizione, osserva l’esperto.

Gli USA possono disarmare i talebani?

Mentre il governo USA sta tentando di stilare un inventario degli armamenti abbandonati, Biden sta pensando di predisporre degli attacchi aerei per distruggere gli armamenti. Ad oggi risulta che questo piano sia stato abbandonato per paura di creare contrasti tra i talebani e i civili ancora presenti nel Paese.
“Non ne sono sicuro, ma questo potrebbe creare una nuova escalation del conflitto”, avverte Kakakhel. “Un eventuale bombardamento statunitense farebbe più danni che altro. Non so se gli USA lo faranno o meno. Se sì, non solo si limiteranno le armi a disposizione, ma si creerà un’altra fazione di estremisti che darà vita all’ennesimo conflitto”.
Secondo Kakakhel, questa imbarazzante situazione non si sarebbe mai verificata se gli USA si fossero assunti le proprie responsabilità e avessero evitato che i propri armamenti venissero saccheggiati. Ora, secondo l’esperto, tocca a Washington trovare un compromesso che porti al disarmo di ambo le parti.
“Ora l’unica alternativa è che i Paesi vicini profondano sforzi collettivi”, sostiene. “Si dovrà organizzare un vertice congiunto per delineare una strategia atta a disciplinare la fase successiva al ritiro delle truppe in Afghanistan con l’obiettivo primario di modellare un Afghanistan demilitarizzato”.
Dev’essere esercitata una pressione sui talebani a livello internazionale e, nello specifico, dagli USA, riconosce Weeda Mehran.
Alla luce di questo contesto, è fondamentale che i talebani creino un governo legittimo il prima possibile per evitare che player esterni ricorrano alla forza e per dirimere qualsivoglia controversia in sede negoziale, sostiene Khan. “Il nuovo governo afghano sarà il proprietario legittimo degli armamenti militari”, osserva.
* I talebani, TTP, al-Qaeda e Daesh (Isis/ISIL/Islamic State) sono organizzazione terroristiche vietate in Russia e molti altri paesi
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала