Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

I particolari choc sulla fine di Saman: "La faccio a pezzi e la butto a Guastalla"

CC0 / Pixabay.com / Carabinieri
Carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 28.08.2021
Seguici su
Dall'incidente probatorio del fratello della giovane di origine pakistana scomparsa lo scorso 30 aprile a Novellara emergono nuovi dettagli inquietanti. Lo zio avrebbe detto di volerla "fare a pezzi" e gettarla "a Guastalla".
Fatta a pezzi e gettata nel Po. Potrebbe essere stata questa la fine terribile di Saman Abbas, la 18enne scomparsa a Novellara lo scorso 30 aprile. Da mesi, senza alcun esito, vanno avanti nella provincia di Reggio Emilia le ricerche della giovane, in conflitto con la famiglia dopo essersi rifiutata di sposare in Pakistan un cugino di undici anni più grande di lei.
Ora dall’incidente probatorio del fratello sedicenne della ragazza sono emersi nuovi particolari inquietanti, che sembrano confermare la pista dell’omicidio. Secondo il racconto del giovane la sera del 30 aprile, poco prima della scomparsa di Saman, ci sarebbe stata una “riunione di famiglia” a casa di Shabbar Abbas e Nazia, i genitori della ragazza.
Al centro della discussione ci sarebbe stato il modo di sbarazzarsi del cadavere della giovane, una volta uccisa. Secondo il fratello di Saman, uno dei partecipanti, forse lo zio Danish Hasnain, come si legge sul Corriere della Sera, avrebbe detto di essere intenzionato a “fare piccoli pezzi” e portare il tutto a “Guastalla”. “Fa troppe cose – avrebbe continuato riferendosi alla ragazza, come si apprende testualmente dalla testimonianza del fratello - mette pantaloni, fuori dalla musulmana”.
Tra le ipotesi, quindi, c’è quella che il cadavere della giovane, fatto a pezzi dai parenti, possa essere stato gettato nel fiume, che dista soltanto qualche chilometro dalla cittadina che sarebbe menzionata stata menzionata nella riunione.
Del resto, nel Punjab, la regione di provenienza della famiglia di Saman, è proprio questa la “punizione” per le donne adultere, quelle che rifiutano i matrimoni combinati o che non obbediscono ai dettami della famiglia e dell’Islam, assumendo comportamenti “immorali”. Nei delitti d’onore, infatti, chiamati “kala kali” nel Punjab, spesso i corpi senza vita vengono gettati nei fiumi.
Intanto, come si legge sempre sul Corriere, il tribunale di Bologna ha rigettato il ricorso di Ikram Ijaz, uno dei cugini di Saman, che al momento si trova in carcere per concorso in omicidio. Gli altri familiari coinvolti, lo zio, i genitori e un altro cugino, sono tutti latitanti.
Prima di scomparire nel nulla Saman, che in più di un’occasione era scappata di casa per sfuggire alle angherie della famiglia, aveva denunciato le violenze subite tra le mura domestiche.
Tra gli episodi più gravi segnalati dalla giovane c’era stato quello di un tentato accoltellamento, scaturito da una delle discussioni sui comportamenti della giovane, che voleva vivere all’occidentale e si rifiutava di sposare uno sconosciuto molto più grande di lei.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала