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Contratti migliori e sanità più moderna: la fuga all'estero dei medici italiani

© REUTERS / Emilie Madi I medici lavorano in terapia intensiva
I medici lavorano in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 28.08.2021
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A lanciare l'allarme è l'Ordine dei medici di Roma e del Lazio che parla di mille professionisti che si sono trasferiti fuori dall'Italia soltanto nel 2021. All'estero attrezzatura all'avanguardia, contratti migliori e stipendi più alti.
Mille medici e 10mila specializzandi nel 2021 hanno lasciato l’Italia per lavorare all’estero. Francia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, sono le mete privilegiate per avere un contratto sicuro, stipendi più alti, attrezzature all’avanguardia e maggiori possibilità di fare carriera.
Una vera e propria emergenza, quella dell’esodo dei camici bianchi, vista la carenza di organico nei nosocomi italiani, messa a nudo prepotentemente dalla pandemia, e visto il numero di medici che si appresta ad andare in pensione nei prossimi anni.
Nelle strutture che nei mesi scorsi sono state messe alla prova dall’ondata straordinaria di ricoveri per il Covid mancavano specialisti, tra cui rianimatori e anestesisti, che sono stati reclutati tra i professionisti ormai in congedo o fra i neo-laureati in medicina.
Per questo, secondo il presidente dell’Ordine dei medici di Roma e del Lazio, Antonio Magi, intervistato dal Messaggero, il problema va affrontato al più presto sviluppando “un sistema che offra ai nuovi medici prospettive a lungo termine” e “stabilità contrattuale”.
Il problema, come evidenziava lo stesso Magi in un’altra intervista, con il Corriere della Sera, sono anche le retribuzioni. In Inghilterra e in Francia lo stipendio medio è oltre il doppio di quello italiano, mentre in Olanda le cifre addirittura quadruplicano. Se a Roma, ad esempio, un medico guadagna in media 61 mila euro lordi l’anno, ad Amsterdam lo stesso professionista ne prende 255 mila.
Tra i dati più significativi c’è anche quello del gran numero di ragazze, il 60 per cento del totale, tra chi sceglie di far carriera all’estero. “Un dato che – dice ancora Magi al Messaggero - deve far riflettere”.
La sfida, spiega il presidente, è quindi quella di convincere i ragazzi che scelgono di intraprendere questo percorso a restare in Italia, offrendo loro contratti più solidi e modernizzando la sanità, con l'opportunità offerta dai fondi in arrivo dall'Europa.
Quest’anno se ne sono presentati 20 mila ai test d’ingresso di medicina, segno che l’interesse verso la professione è grande.
Saranno loro, infatti, a dover via via rimpiazzare quei “25mila specialisti e 8mila medici di famiglia” di cui al momento il sistema sanitario nazionale è carente. Senza contare il vuoto che si creerà da qui al 2026, quando 55mila specialisti e 30mila medici di famiglia lasceranno il posto per andare in pensione.
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