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Terza dose a fine anno? Per Bassetti è troppo tardi

Matteo Bassetti - Sputnik Italia, 1920, 27.08.2021
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La terza dose a fine anno per alcuni potrebbe essere troppo tardi, lo sostiene Matteo Bassetti, noto protagonista dell’epoca Covid-19 che dal ufficio presso l’ospedale San Martino di Genova offre la sua opinione su quello che si dovrebbe e non si dovrebbe fare.

“Forse vale la pena, per i fragili e gli immunodepressi, pensare ad iniziare con il richiamo anche prima”, ha detto il medico commentando un altro protagonista, Sergio Abrignani, immunologo membro del Comitato tecnico scientifico che intervistato dal Corriere della Sera aveva previsto l’inizio della somministrazione della terza dose a fine anno o a inizi del prossimo.

Insomma, non c’è unanimità tra gli esperti e ricercatori, ma almeno i favorevoli alla terza dose del vaccino covid-19 trovano l’appoggio di Matteo Renzi che nella sua e-news ha detto che secondo lui la terza dose ci vuole.

Bassetti all’Adnkronos ha anche aggiunto che “il discorso però è più a chi fare la terza dose che quando partire, identifichiamo chi può beneficiare della terza dose: ultra fragili, trapiantati, dializzati, immunodepressi, qualche ultra 80enne: i casi vanno studiati e poi gli si offra la terza dose”.

Insomma è un problema di tempo solo per alcuni, “perché se uno non ha risposto all'immunizzazione del vaccino gli va fatta la terza dose il prima possibile. Quindi, più che dire 'facciamo per tutti a fine anno', sarebbe meglio dire prima a chi la facciamo e, se è da fare, farla il prima possibile”.

La confusione regna

Certo la confusione regna, perché alcuni altri esperti hanno affermato che se non hanno funzionato le prime due dosi è inutile fare la terza dose a uno che non è stato immunizzato dalle prime due dosi: non funziona su di lui.
Ma c’è anche chi come il professore Francesco Vaia, direttore dell’Istituto nazionale di malattie infettive (Inmi), dice di stare calmi con la terza dose e di attendere prima i dati scientifici. E questo perché lui ha il timore che stiano giocando molto gli interessi delle case farmaceutiche e interessi anche geopolitici.
Quindi, se sono i dati scientifici a dire che serve la terza dose, ok, fa capire Vaia, il resto ha motivazioni che vanno ricercate oltre la scienza.
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