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Per intelligence Usa il Covid non è un'arma biologica

Il modello del coronavirus - Sputnik Italia, 1920, 27.08.2021
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L'intelligence americana ha rilasciato un breve rapporto non classificato della sua indagine sulle origini del Covid-19, affermando che il virus era sconosciuto al governo cinese prima dello scoppio dell'epidemia nella provincia dell'Hubei.
"L'intelligence valuta che il SARS-CoV-2, il virus che provoca il Covid-19, è probabilmente emerso e ha infettato l'uomo attraverso un'esposizione iniziale su piccola scala avvenuta non oltre novembre 2019 con il primo cluster noto a Wuhan, in Cina, nel dicembre 2019", ha affermato l'ufficio del direttore della National Intelligence nel rapporto pubblicato venerdì.

"Inoltre l'intelligence è riuscita a raggiungere un'ampia convergenza su diverse altre questioni chiave. Riteniamo che il virus non sia stato sviluppato come un'arma biologica. La maggior parte delle agenzie valuta che il SARS-CoV-2 probabilmente non sia stato geneticamente modificato; tuttavia, due agenzie ritengono che non ci fossero prove sufficienti per effettuare una valutazione in entrambi i casi. Infine l'intelligence valuta che i funzionari cinesi non avessero una conoscenza anticipata del virus prima che emergesse l'epidemia iniziale del Covid-19", continua il rapporto.

Passando alle varie ipotesi su come sia avvenuta quell'esposizione iniziale, i servizi segreti americani hanno osservato che sia l'esposizione naturale che un incidente associato al laboratorio "sono plausibili".
Quattro elementi della comunità d'intelligence americana e il National Intelligence Council hanno valutato con scarsa fiducia che il virus abbia fatto il salto di specie nell'uomo per il contatto con un animale infetto dal SARS-CoV-2 o un virus quasi identico.
Un elemento della comunità d'intelligence ha valutato con moderata sicurezza che l'esposizione "era il risultato di un incidente associato al laboratorio, probabilmente riguardante la sperimentazione, la manipolazione di animali o il campionamento da parte dell'Istituto di virologia di Wuhan".
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Il rapporto rileva inoltre che tre elementi dell'IC hanno affermato di non disporre delle informazioni necessarie per trarre qualsiasi tipo di conclusione.
In una dichiarazione che accompagna la pubblicazione del rapporto, la Casa Bianca ha affermato che la Cina ha "informazioni critiche" ed ha "lavorato per impedire agli investigatori internazionali e ai membri della comunità mondiale della salute pubblica" di averne accesso sin dall'inizio.
"A tutt'oggi la Repubblica Popolare Cinese continua a respingere le richieste di trasparenza e a trattenere le informazioni, anche se il bilancio di questa pandemia continua ad aumentare", si aggiunge nel testo. "Il mondo merita risposte e non ci fermeremo fino a quando non le avremo. Le nazioni responsabili non si sottraggono a questo tipo di responsabilità nei confronti del resto del mondo", afferma la dichiarazione.
In precedenza i media americani avevano mosso l'accusa secondo cui il laboratorio di Wuhan fosse coinvolto in un “programma militare segreto” della Cina.
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