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L'allarme dagli Usa: boom di avvelenamenti con il farmaco dei no-vax

© REUTERS / DANISH SIDDIQUIMalati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India
Malati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India - Sputnik Italia, 1920, 27.08.2021
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I Centers for Disease Control and Prevention americani mettono in guardia sull'aumento di intossicazioni da ivermectina, il farmaco utilizzato dai no-vax per curare il Covid.
Secondo alcuni studi, se somministrata entro 48 ore dall’infezione da Covid-19, avrebbe la capacità di inibire la replicazione del virus. Per questo l’ivermectina, un antiparassitario utilizzato soprattutto in ambito veterinario, è entrata nella rosa delle cosiddette cure alternative al Sars-Cov-2, diffondendosi tra i contrari al vaccino.
Dopo la più famosa idrossiclorochina, sponsorizzata anche dall’ex presidente Donald Trump, ora in America sempre più no-vax puntano tutto su questo farmaco.
Il dibattito sull’ivermectina tiene banco nei media conservatori, compresa Fox News, e trova testimonial anche fra i senatori repubblicani, come Ron Johnson, del Wisconsin.
Ma i risultati sembrano essere tutt’altro che efficaci, tanto che sulla questione, di recente sono dovuti intervenire sia la Fda, sia i Centers for Disease Control and Prevention.
Eloise Mastrangelo - Sputnik Italia, 1920, 07.02.2021
Ivermectina: nuova frontiera nella lotta contro Covid? Il parere della scienziata Eloise Mastrangelo
In particolare, giovedì scorso, il Cdc statunitense ha diramato un’allerta sulla “crescita repentina” delle prescrizioni di questo medicinale e del conseguente aumento degli avvelenamenti segnalati ai centri anti-veleno.
I numeri sono eloquenti. In una settimana normalmente l’ivermectina viene prescritta in media 3.600 volte. Dal luglio del 2021 il numero di ricette firmate dai medici è aumentato vertiginosamente, fino ad arrivare ad 88mila nella settimana dal 7 al 13 agosto.
Parallelamente, aggiungono i Cdc nella nota ripresa dalla Cnn, le chiamate ai centri anti-veleno sono triplicate. Si tratta di persone che volevano curare il Covid con questo farmaco, magari recuperato online, e si sono ritrovati in ospedale con un’intossicazione.
Un'ingestione massiccia del rimedio, infatti, può provocare problemi allo stomaco, danni al sistema nervoso, convulsioni, coma e addirittura la morte. I Cdc, quindi, raccomandano di non ricorrere al fai-da-te, ricordando che è ancora in corso la sperimentazione clinica per determinare l’effettiva efficacia del farmaco contro il Covid.
La pratica però, ormai, è talmente diffusa da aver portato la Fda americana a pubblicare una scheda informativa sugli effetti collaterali dell’ivermectina, accompagnata da un tweet piuttosto eloquente: “Non siete cavalli o mucche, seriamente: smettetela”.
“Utilizzare un trattamento per il Covid non approvato o autorizzato dalla Fda, sebbene sia oggetto di studi clinici, può causare gravi danni”, è l’avvertimento dell’agenzia regolatoria.
Anche la Fda afferma di aver ricevuto decine di segnalazioni di pazienti finiti in ospedale dopo essersi curati con il farmaco destinato all’uso veterinario. Anche quello usato per trattare i parassiti negli esseri umani, ricorda l’autorità statunitense, non può essere assunto in dosi diverse da quelle consigliate e per scopi differenti.
“Non si tratta – ricorda ancora la Fda – di un antivirale”. Ed assumerlo in grandi quantità, è l'avvertimento, “può causare gravi danni”.
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