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Trieste, pneumologo dice: pazienti tutti no-vax che dopo cambiano idea

© REUTERS / Emilie Madi I medici lavorano in terapia intensiva
I medici lavorano in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
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I ricoverati nel reparto di Pneumologia di Trieste, “adesso sono pochi, ma sono tutti non vaccinati. Questo è un dato che deve far riflettere”, dice il direttore della struttura complessa di Pneumologia di Trieste, Marco Confalonieri, parlando dei pazienti affetti da Covid in cura all'ospedale Cattinara.
Poi i no-vax si convertono ma solo una volta che si ammalano e vengono curati, allora “capiscono che la paura del vaccino forse era esagerata rispetto alla paura della malattia grave da Covid. La malattia grave da Covid è quella di cui veramente dobbiamo aver paura”, sottolinea, citato dall'Ansa.
E quelli che dovrebbero stare attenti e avere paura, sono “coloro che hanno tra i 50 e i 75-80 anni”, perché “sono quelli che si vedono più spesso in reparto e non sono vaccinati. Rarissimi gli anziani, sopra i 75-80 anni”, invece che si sono lasciati vaccinare in massa.
E poi “c'è qualche giovane che prima non si vedeva, ma sono numeri molto bassi rispetto alle ondate precedenti e fino a maggio”.
In pratica in ogni ospedale di Italia si presenta ormai la stessa situazione, a finire tra i malati gravi a causa del virus Sars-CoV-2 sono i non vaccinati.
I prossimi mesi, ad ogni modo, saranno i peggiori come sempre, “ci si aspetta, come tutti i virus respiratori, una probabile recrudescenza: cercheremo di far fronte sperando in una minor riduzione delle attività sanitarie e in una minor portata di questa eventuale quarta ondata”.

Le tecnologie mediche che aiutano

Oggi al reparto di Pneumologia dell'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi), è stato donato dai Rotary Club della Venezia Giulia un ecografo portatile Lumiey di ultima generazione, a larga banda, completo di due sonde e un tablet.
Il professore Confalonieri spiega che “lo strumento sarà utilissimo per i pazienti Covid-19”, ma anche per quelli che non lo sono, “perché come è immaginabile l'utilizzo di tute, maschere e guanti rende l'esame fisico usuale impossibile. L'ecografo ci dà molte informazioni dell'esame obiettivo in altro modo e ci consente di fare diagnosi precise e di seguire il paziente giorno per giorno”.
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