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Sassoli sa che in Italia i test rapidi costano 15-35 euro?

© AP Photo / Olivier MatthysDavid Sassoli, presidente del Parlamento europeo
David Sassoli, presidente del Parlamento europeo - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
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Davide Sassoli ha criticato San Marino per la sua scelta di vaccinare la popolazione con lo Sputnik V. Ma sa, per caso, che in Italia si va contro la risoluzione del Parlamento Europeo sul green pass come mezzo di discriminazione?
Ho partecipato ad alcune conferenze stampa del Parlamento Europeo in cui si discuteva sul green pass, ed è emerso che il green pass non deve essere uno strumento discriminatorio e, se una persona non può o non vuole vaccinarsi, deve avere la possibilità di fare il tampone gratis. Successivamente, specialmente nell’edizione italiana, la risoluzione ha perso il suo senso fondamentale e ha perso la sua gratuità. E quindi, chi non può (o non vuole) fare il vaccino (uno dei quattro approvati da EMA) è costretto a fare un tampone ogni 2 giorni.
I costi variano dai 15 ai 35 euro per il test rapido, anche se è stato annunciato dallo stesso Mario Draghi che, dal 6 agosto, le farmacie avrebbero fatto i test a 15 euro per gli adulti e a 8 euro per la fascia di età 12-18 anni.
A grande sorpresa, Draghi non l’ha detta tutta, oppure le farmacie hanno capito a modo loro. Solo le farmacie aderenti all’iniziativa fanno un prezzo calmierato, mentre le altre continuano a 25, 30 o 35 euro.
Nelle farmacie (e anche nei supermercati) ci sono i test “fai da te” a 9.90 euro, ma nessuno li compra perché non hanno valore per il green pass.
A mio parere, 15 euro ogni 48 ore è un prezzo eccessivo, ma anche a 8 o 10 euro, perché in principio il tampone era gratis e non discriminatorio.
E cosa scoprono gli italiani che si sono recati all’Estero, ad esempio in Germania o in Austria?
Che in questi due paesi ci sono tanti punti per fare i test, gratuitamente, e ti danno il certificato in due lingue, in tedesco e in inglese. Il test si può fare gratis in quasi tutti i supermercati e si possono comprare i “fai da te”, ma non a 9.90 euro, bensì a 0.50-0.95.
© Foto : Tatiana GrigorievaSupermercati in Germania
Supermercati in Germania - Sputnik Italia
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Supermercati in Germania
© Foto : Tatiana GrigorievaSupermercati in Germania
Supermercati in Germania - Sputnik Italia
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Insomma, si scopre che in Italia i test rapidi sono tra i più cari in Europa ed è difficile farli… È quindi difficile che una persona sprovvista di green pass vada in un museo o ad un concerto, perché il costo del tampone, e la difficoltà per ottenerlo ed avere il green pass, supera il costo e il tempo di un concerto o della visita di un museo. Discriminazione culturale? Non lo so.
© Foto : Tatiana GrigorievaLe tende per il test su Covid in Germania
Le tende per il test su Covid in Germania - Sputnik Italia
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Le tende per il test su Covid in Germania
Amarissima scoperta. Chissà se Davide Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, sa queste cose? E chi lucra sui tamponi, che in Germania costano 12 volte di meno che in Italia?
Ma torniamo a lui, Davide Sassoli. Ha parlato pochi giorni fa al Meeting di Rimini sulla scelta di San Marino: "L'uso di Sputnik? Alcune scelte andavano ponderate meglio! Non possiamo consentire che ai cittadini d'Europa sia dato un vaccino non riconosciuto da Ema, sarebbe incosciente".
Ma non ha parlato delle difficoltà che l’Europa ha creato agli stessi sammarinesi: l’85 % di loro è stato vaccinato con un vaccino non approvato da Ema, il “cattivo” Sputnik V, mentre il restante 15% con lo Pfizer “buono”. Quindi l’Europa avrebbe definito la maggior parte dei sammarinesi (e anche degli italiani con doppia cittadinanza) fuori legge.
Con grande difficoltà, San Marino è riuscito ad ottenere il riconoscimento del suo green pass (con tutti e due vaccini) anche in Italia, ma solo fino al 15 ottobre. Negli altri paesi, come in Finlandia e Grecia, invece, vale tranquillamente.
Vista di San Marino - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
“Il mancato riconoscimento della campagna vaccinale di San Marino è un atto discriminatorio”
Ovviamente, i sammarinesi hanno risposto a Sassoli. Luca Beccari, ministro degli Esteri della Serenissima, ha difeso la sua scelta: “Confermiamo la bontà della nostra scelta. I dati ci danno ragione. Le nostre interlocuzioni vanno avanti, sia a livello europeo che con l’Italia. Continueremo a lavorare per garantire le scelte migliori per i nostri concittadini. Prima di tutto, per noi, viene sempre la salute”. “San Marino è un esempio virtuoso che con le risorse limitate e con difficoltà, è riuscito mettere in campo strategie di contenimento del Covid invidiabili”, conclude Beccari.
Anche il Comitato degli Italiani Residenti all’Estero (COMITES) ha voluto rispondere a Sassoli. Il Presidente del COMITES Diego Renzi ha postato una lettera aperta:
“Proviamo stupore per le parole espresse da David Sassoli sulla questione vaccini e vorremmo ricordare lui come sono avvenute le cose. Tutti ricordano che ad un certo punto non arrivavano i vaccini in Italia a causa dei ritardi dell’Europa, la quale aveva stipulato appositi contratti con le ditte produttrici come Moderna, Pfizer ed Astrazeneca le quali, non dovendo soggiacere a penali si sono viste svincolate dagli impegni assunti e forse hanno venduto il prodotto al miglior offerente. Lo vogliamo sottolineare. Questo ha fatto sì che l’Italia non potesse disporre di quei vaccini che da accordi intercorsi dovevano rifornire San Marino, e quindi il governo della piccola Repubblica di conseguenza si è rivolto al mercato, pressato come era dai numeri estremamente alti dei contagi e dalla aspre critiche dei cittadini. Vogliamo ricordiamo le nostre continue suppliche alla politica italiana per un intervento immediato. Ma nessuno ci ha ascoltato, e sfuggenti ed evasive sono state le risposte. Quindi si è offerta la Russia che ha donato parte dei vaccini al nostro piccolo Stato che oggi purtroppo si trova in forti in difficoltà economiche. Cosa avrebbe dovuto fare San Marino? Attendere ancora la “manna dal cielo”? Vorremmo ricordare a David Sassoli che noi rappresentiamo i cittadini Italiani residenti a San Marino che attualmente sono ben 16.000 in 61 Km2 . Vorremmo il dovuto rispetto che la nostra appartenenza all’Europa esige. Se poi ci è stato inoculato lo SPUTNIK perché altra possibilità a noi cittadini non ci è stata riservata, non ci si può addebitare alcuna colpa. Siamo stupiti dalle esternazioni di Sassoli e segnaleremo forte il nostro disappunto a tutte le autorità e a tutti i canali di comunicazione e informazione. Inoltre oggi si parla di inoculare come terza dose un vaccino certificato EMA per avere accesso al Green Pass, e noi vorremmo rassicurazioni e studi che certifichino che questa cosa si possa fare in assenza di controindicazioni; grazie.
Il Consiglio Elettivo del Comites San Marino”
C’è poco da aggiungere. Spero solo che Davide Sassoli abbia letto questa lettera. Difficile immaginare che l’Europa compri il vaccino russo, visto che ci sono tanti vaccini già disponibili (ed alcuni in scadenza, dove saranno usati?). Ma almeno approvare i vaccini con i quali sono stati vaccinati dei cittadini europei sarebbe un passo per eliminare qualche discriminazione, che ce ne sono già parecchie con questo “green pass”.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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