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Nura Musse Ali: "Favorevole al ritorno dei talebani", è bufera sull'esponente del Pd in Toscana

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaAfghanistan, Talebani*
Afghanistan, Talebani* - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
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In un'intervista al Tirreno, Nura Musse Ali, componente della commissione Pari Opportunità della Regione Toscana, del Pd, ha detto di essere "a favore del ritorno dei fondamentalisti". L'ira della Lega: "Si dimetta". E anche il Pd si dissocia.
“Sono a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti in Afghanistan”. Poche parole, quelle fatte mettere nero su bianco in un’intervista al Tirreno da Nura Musse Ali, avvocatessa toscana di origine somala, componente della commissione Pari Opportunità della Regione Toscana in quota Pd, che sono bastate a scatenare un vero e proprio putiferio.
Tanto che a prendere le distanze dalla 35enne sono stati anche i grandi del suo stesso partito. L’avvocatessa cresciuta a Pisa, la città di Enrico Letta, ha spiegato di essere favorevole al ritorno dei talebani* “non perché condivida il loro modus operandi”, ma perché, ha detto, “ritengo che quello che stiamo vivendo fosse una tappa obbligata della storia, affinché finalmente quel Paese iniziasse il proprio lento cammino verso un'interpretazione evolutiva delle sue leggi e la maturazione del concetto di vita politica e sociale”.
“Nel Paese – ha aggiunto l’esponente Dem - i fondamentalisti rappresentano la maggioranza e gli occidentali sono visti dalla maggior parte dei cittadini come potenze straniere che non hanno cittadinanza su quel suolo. Quindi, non solo è ovvio che non abbia attecchito il tentativo di importare la democrazia, ma, anzi, che abbia peggiorato la situazione sotto il profilo geografico, essendo stato il Paese teatro di guerra, e quello umano”.
“Non solo – ha concluso - sono state perse molte vite, ma chi è rimasto è comprensibilmente arrabbiato con il governo afgano e chi lo ha appoggiato facendolo durare troppo a lungo”.
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Una prima presa di distanze, ieri, è arrivata proprio dai componenti della Commissione di cui Nura Musse Ali fa parte. L’intervista, si legge in una nota pubblicata sul portale della Regione Toscana, “non rappresenta il pensiero della Commissione Pari Opportunità, che si batte da sempre affinché sia riconosciuto il ruolo delle donne in Italia e in ogni parte del mondo, soprattutto dove esistono regimi, come quello talebano, che azzerano la libertà e i diritti fondamentali delle persone e in particolare delle bambine e delle donne”.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, però, chiama in causa anche il segretario Dem, Enrico Letta e il presidente della Regione, Eugenio Giani. “Le parole di Nura Musse Ali, indicata dal Pd e intervistata dai media locali, sono gravissime, soprattutto perché pronunciate da una donna”, ha commentato il leghista.
“Come si può – si domanda Salvini - sostenere un regime guidato da criminali che ammazzano, stuprano, torturano e chiudono in casa le donne? Siamo sicuri che Letta e Giani prenderanno le distanze, perché l’apologia dell’islam radicale è incompatibile con la nostra democrazia”.
A chiedere una “presa di posizione chiara” da parte delle donne Dem è Laura Ravetto, responsabile del dipartimento Pari Opportunità dello stesso partito, mentre l’eurodeputata toscana della Lega, Susanna Ceccardi, ha chiesto le dimissioni della componente della commissione. “È scandaloso – annota - che una donna, una figura con responsabilità politica e istituzionale, si definisca a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti”.
L’intervento del Pd toscano arriva a stretto giro con la segretaria Simona Bonafè, che fa sapere che “il Pd si dissocia totalmente” dalle parole dell’avvocatessa originaria di Mogadiscio. “I talebani sono stati e restano liberticidi e nemici dei diritti, persecutori delle donne. Sostenere che un regime è una tappa obbligata verso la maturazione sociale è inaccettabile”, chiarisce la parlamentare europea.
Ad intervenire sul caso, infine, è anche il deputato Dem Enrico Borghi, membro della segreteria nazionale del Pd, che ha chiesto all’esponente toscana del partito finita nell’occhio del ciclone di fare un passo indietro.
“Le parole di Nura Musse Ali – scrive in una nota - non rappresentano il pensiero del Pd, che si batte da sempre affinché sia riconosciuto il ruolo delle donne, in Italia come nel mondo”. “Per questo, - ha aggiunto - nel dissociarci dalle sue parole e nel ribadire la nostra contrarietà verso ogni regime che azzera la dignità delle persone, chiediamo che si dimetta".
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