Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Green pass: ristoratore non vuol fare lo ‘sceriffo’ e chiude la sala interna del suo ristorante

© AFP 2021 / Andreas SolaroIl proprietario di un ristorante di Roma in attesa di clienti
Il proprietario di un ristorante di Roma in attesa di clienti - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
Seguici su
I ristoratori, in queste prime settimane di green pass obbligatorio, hanno preso strade differenti per protestare contro l’imposizione di legge.
Alcuni si rifiutano di controllare il lasciapassare verde, andando in contro ad eventuali sanzioni da parte delle autorità di polizia, qualora dovessero essere controllati.
Altri, invece, più astutamente, riservano le aree esterne principalmente a quel 30% di popolazione sopra i 12 anni che ancora non si è vaccinato. In pratica, chi ha il green pass o mangia nelle sale interne o si va a fare una passeggiata invece di mangiare.
E poi ci sono i ristoratori, come quello di Follonica, che non considerandosi uno “sceriffo”, ha deciso di chiudere del tutto la sala interna.
Lui il green pass proprio si rifiuta di controllarlo anche a chi lo ha e non lo ha falsificato, oppure ha quello provvisorio della prima dose, scaduto perché non ha fatto la seconda dose.
“Non essendo sceriffi, ma umili ristoratori, la sala interna non è disponibile”, si legge sulla lavagna, che solitamente, all’ingresso dei ristoranti, presenta ai clienti il menù del giorno.

“La normativa sul Green Pass nei ristoranti è una scelta ipocrita, perché un ristoratore deve perdere tempo durante il suo lavoro per chiedere la certificazione verde per i posti all’interno?” dice Stefano Ardiccioni, titolare del ristorante, a il Tirreno.

Le ragioni del ristoratore

Il ristoratore protesta perché, dice, al supermercato non viene richiesto, sui mezzi pubblici super affollati non viene richiesto, ma perché proprio io devo fare lo sceriffo?
E ricorda che se le autorità fanno saltare fuori qualche incongruenza, poi a rimetterci sono proprio i ristoratori, come è già accaduto.
E poi si sfoga, ricordando che i ristoranti delle stazioni di servizio in autostrada hanno continuato a stare aperti anche durante i mesi del lockdown, mentre i locali di città sono stati costretti a rimanere chiusi.
David Sassoli, presidente del Parlamento europeo - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
Sassoli sa che in Italia i test rapidi costano 15-35 euro?
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала