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C'è vita nel Cosmo, ma non come la immaginiamo: Caccia ai nuovi pianeti alieni

© Courtesy of NASA, ESA, and R. Hurt (IPAC/Caltech)Esopianeta GJ 1132 b
Esopianeta GJ 1132 b - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
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E se la vita su altri pianeti esterni al Sistema solare vi fosse per davvero, ma non come l'abbiamo immaginata noi? Nessuno strano ominide hollywoodiano o esseri brutti e spaventosi, ma semplici organismi composti da poche cellule.
La classificazione di una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili apre un nuovo affascinante scenario. Si tratta di esopianeti la cui atmosfera è ricca di idrogeno, sono caldi e ricoperti da oceani enormi come quelli di ‘Interstellar’.
Pianeti dalle condizioni certo estreme, ma dove forme di vita aliena, ma di ridotte dimensioni, potrebbero aver trovato le condizioni adatte per moltiplicarsi.
La ricerca, come riportato dall’Ansa, è stata pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal ed è un lavoro svolto dai ricercatori dell’Università di Cambridge.
I ricercatori hanno dato anche un nome a questi nuovi esomondi, si chiamano ‘Hycean planets’ che possiamo tradurre in italiano come "pianeti dagli oceani di idrogeno" (Hydrogen Ocean planets).
Secondo il gruppo di ricerca questo tipo di esopianeti potrebbe essere molto diffuso e meglio osservabile rispetto agli esopianeti classificati di tipo terrestre. Fino ad oggi, infatti, l’attenzione dei cacciatori di vita sugli esopianeti si è concentrata su quest’ultima classe di pianeti extra-Sistema solare, poiché si cercava principalmente una forma di vita aliena similumana.
Ma ora i ricercatori hanno maturato una nuova visione e in particolare intendono lasciarsi sorprendere dalla natura, la quale potrebbe aver creato la vita in forme decisamente diverse da quelle terrestri e, magari, molto meno complesse, come appunto dei batteri capaci di vivere nelle condizioni estreme degli Hycean planets.
Nei prossimi tre anni la ricerca si concentrerà, quindi, anche su questo tipo di esopianeta e dalla loro analisi potrebbero giungere nuove interessanti scoperte.
Certo, il tentativo di comunicare a distanza di anni luce con dei batteri che sguazzano in oceani di idrogeno non sarà esattamente una discussione sui massimi sistemi, ma varrà la pena provarci.
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