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Afghanistan, spari vicino a C-130J italiano in decollo da Kabul

© Il Ministero della Difesa italianoL'imbarco su un C130-J da Kabul per l'operazione "Aquila Omnia" - immagine di repertorio
L'imbarco su un C130-J da Kabul per l'operazione Aquila Omnia - immagine di repertorio - Sputnik Italia, 1920, 26.08.2021
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Secondo quanto riportato, colpi di arma da fuoco sono stati indirizzati verso un C-130J dell’Aeronautica militare italiana.
Aggiornamento: Secondo le fonti di intelligence citati dall'Ansa "una mitragliatrice afghana ha sparato in aria per disperdere la folla che stava ammassandosi presso il gate dell'aeroporto e nessun colpo è stato diretto verso l'aereo in decollo".
Per scongiurare una situazione potenzialmente pericolosa per il velivolo, la pilota del C-130J italiano ha effettuato una correzione alla manovra di decollo. Tuttavia, sottolineano le fonti, la raffica non era diretta contro l'aereo italiano.
L'aereo era in decollo da Kabul con a bordo 98 afghani evacuati e alcuni giornalisti. Non ci sarebbero stati danni. L'aereo ha già raggiunto Kuwait city e fra poco atterrerà in Italia.
Secondo quanto appreso dall'Agi, l'aereo militare da trasporto italiano sarebbe stato colpito non appena le ruote si erano staccate dal suolo con i motori alla massima potenza.
Inoltre, secondo quanto trapelato da fonti militari, a guidare l'aereo c'era una pilota donna, che è riuscita a mantenere calma e sangue freddo in questa situazione di pericolo e a compiere una manovra per mettere il velivolo in sicurezza.

"Ci sono stati attimi di panico soprattutto tra i civili afgani: all'inizio abbiamo pensato a vuoti d'aria poi abbiamo saputo dell'attacco", ha raccontato la giornalista di Skytg24, Simona Vasta.

Ad aprire il fuoco sarebbe stata una mitragliatrice pesante posizionata all’esterno dell'aeroporto di Kabul o su un’altura vicina la pista.
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Crisi afghana

La situazione in Afghanistan si è aggravata particolarmente questo mese, quando i talebani* hanno intensificato la loro offensiva contro le forze governative. L'unica provincia ancora non controllata dal movimento islamista è quella di Panjshir, a nord-est di Kabul.
Il 15 agosto, i talebani sono entrati a Kabul e hanno preso il controllo del palazzo presidenziale. Il presidente afghano Ashraf Ghani ha lasciato il Paese per "scongiurare un bagno di sangue".
Migliaia di afghani, paurosi di ritorsioni da parte dei talebani e del ritorno della sharia, stanno cercando di scappare dal Paese, appostati all'aeroporto di Kabul, con la speranza di trovare posto nei voli di evacuazione organizzati dalle missioni diplomatiche dei Paesi occidentali. Ieri, l'ingresso all'aeroporto di Kabul è stato interdetto dai talebani agli afghani, mentre i cittadini stranieri potranno entrarvi per lasciare il Paese entro il 31 agosto.
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e molti altri Paesi
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