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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Ora Biden rischia di dover bussare al Cremlino

© Sputnik . Sergey Bobylev / Vai alla galleria fotograficaL'incontro tra Putin e Biden a Ginevra
L'incontro tra Putin e Biden a Ginevra - Sputnik Italia, 1920, 25.08.2021
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L’umiliante debacle afghana è stata persino peggiore di quella subita dall’Unione Sovietica e dimostra la superficialità di un’amministrazione Biden convinta di poter imporre da sola il proprio ordine mondiale.
Ma se l’Afghanistan torna ad essere la culla del terrorismo il presidente Usa dovrà andare a Canossa e cercare un’intesa con un Cremlino che sull’Afghanistan non ha mai abbassato la guardia.
Ora Joe Biden rischia di dover andare a Canossa. O meglio bussare al Cremlino. Dopo il frizzante semestre iniziale in cui si presentò come un combattivo sostenitore dell’egemonia americana pronto a fronteggiare Cina e Russia in un colpo solo ora deve fare i conti con le conseguenze della debacle afghana. E con una schiera di alleati che si chiede quanto sia affidabile la potenza americana. Una potenza che in un ventennio ha collezionato i disastri di Iraq, Siria, Libia e Afghanistan e non sembra più in grado di offrire un modello di ordine internazionale.
National Guard members take a staircase toward the U.S. Capitol building before a rehearsal for President-elect Joe Biden's Presidential Inauguration in Washington, Monday, Jan. 18, 2021 - Sputnik Italia, 1920, 20.01.2021
Anche Joe Biden “esporterà la democrazia” a suon di bombe?
Anche perchè proprio il calvario di Kabul diventa il metro di paragone tra l’approccio alla questione afghana da parte della della Russia e degli Stati Uniti. Un approccio che nella versione Biden appare persino peggiore di quello sovietico. I conti sono presto fatti. La disfatta sovietica costata, in termini militari, oltre 14mila caduti fu sicuramente devastante dal punto di vista geopolitico e contribuì allo sfaldamento di un sistema già in crisi. Nonostante tutto però la tenuta del regime lasciato a governare Kabul fu decisamente migliore di quella del governo sostenuto dagli americani in Afghanistan.
Durante i nove e passa anni di presenza sovietica i mujaheddin, nonostante i consistenti aiuti militari americani, non riuscirono mai a conquistare alcun capoluogo provinciale. E per arrivare a Kabul, dopo il ritiro sovietico, impiegarono più di tre anni. Questo perchè il modello militare messo in piedi dai sovietici era più efficiente e funzionale di quello progettato nel ventennio americano. I vertici dell’esercito erano composti da una classe militare laica poco disposta a scendere a patti con le tendenze islamiste dei capi mujaheddin.
 Афганская женщина Нияз Биби  - Sputnik Italia, 1920, 23.08.2021
La situazione in Afghanistan
Afghanistan, perché tale disfatta?
Ma i sovietici compresero anche l’efficacia del modello tribale. Non a caso prima di ritirarsi finanziarono e armarono diverse milizie come quella guidata dal signore della guerra uzbeko Abdul Rashid Dostum. Queste milizie, basate sui rapporti di fedeltà clanici e sui metodi a dir poco sbrigativi dei loro leader, si contrapposero con efficacia alle offensive lanciate dai mujaheddin dopo il ritiro sovietico. Una lezione compresa inizialmente dagli americani che nel 2001 utilizzarono alcune di quelle formazioni per far cadere il regime talebano*. Salvo poi progettare un esercito multietnico improntato a schemi e protocolli di stampo occidentale in gran parte incomprensibili per gli afghani.
Anche in termini di costi il coinvolgimento sovietico fu molto più ridotto e razionale rispetto allo scialo americano. Stando alle stime della Cia nei sette anni tra il 1980 e il 1987, il periodo in cui Mosca esercitò il massimo sforzo bellico, i costi non superarono i 50 miliardi di dollari. Ben poco se paragonati ai duemila 261 miliardi di dollari spesi dagli americani dal 2001 al 2021. Ma l’errore principale degli Usa è stata l’arroganza con cui Obama prima e Biden poi si sono contrapposti a una Russia che dopo l’11 settembre mise a disposizione di Washington tutte le basi dell’ex unione sovietica nelle regioni confinanti con il paese.
Quell’arroganza rischia ora di costar cara ad un amministrazione Biden che si ritrova costretta a trattare da una posizione di inferiorità con i talebani e a fare i conti con un possibile resistenza interna totalmente sfiduciata dal rapporto con gli Usa.
Il tutto mentre la Russia continua a mantenere contatti non solo con i talebani, ma anche con le forze del deposto governo e di una possibile resistenza interna. Anche perchè nessuno nel Panjshir ha dimenticato che prima dell’11 settembre la Russia fu, con l’Iran, una delle poche potenze pronte a sostenere la resistenza anti-talebana del leggendario comandante Ahmad Sha Massoud. In tutto questo anche l’attuale dialogo di Mosca con i talebani va visto nell’ambito delle esigenze di sicurezza di Mosca.
Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo - Sputnik Italia, 1920, 09.07.2021
La situazione in Afghanistan
Lavrov: Russia non interferirà nella situazione in Afghanistan, sostiene accordi tra Usa e talebani
Esigenze non trascurabili vista che la Russia è una delle prime a rischiare le conseguenze di un egemonia jihadista nel paese.
"Esiste il pericolo - ha ricordato giorni fa Vladimir Putin - che i terroristi sfruttino il caos e tentino di iniziare un’escalation diretta negli stati vicini e questo pone una minaccia diretta al nostro Paese e ai nostri alleati”.
Una posizione decisamente più razionale di quelle di un Biden costretto a giustificare il disordinato ritiro a sostenendo che in Afghanistan Al Qaida* è stata completamente sconfitta. Una tesi smentita persino dall’Onu che ricorda in un recente rapporto come al Qaida sia presente in almeno 11 province afghane e continui a contare su uno zoccolo duro che va dai 200 ai 500 militanti.
Uno zoccolo duro che grazie alla libertà di movimenti garantita dai talebani non tarderà a trasformarsi in una nuova minaccia per gli Usa. E solo allora Biden capirà quanto sarebbe stato utile un rapporto di collaborazione con Mosca.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia ed altri stati.
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