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Lotta al coronavirus, enti di ricerca italiani studiano nuovi farmaci anti-COVID a base di peptidi

© Sputnik . Evgeny Biyatov / Vai alla galleria fotograficaScienziati al lavoro
Scienziati al lavoro - Sputnik Italia, 1920, 25.08.2021
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La nuova frontiera delle cure contro le malattie e i virus sono i peptidi, la cui applicazione è diffusa in molti settori farmaceutici.
Dalla primavera del 2020, grazie ad un finanziamento della Fondazione Roma e del Ministero dell’Università e della Ricerca, è in corso una ampia ricerca volta ad utilizzare piccoli frammenti di proteine (appunto i peptidi) per ostacolare gli effetti del virus Sars-CoV-2 sull'organismo umano.
A lavorarci sono una rete di istituti di ricerca italiani come l’Università di Tor Vergata a Roma, l’Università di Catanzaro, l’IFO, il CNR di Roma, le Università di Toronto in Canada e la rete sanitaria Renown Health negli Stati Uniti.
Quest’ampia rete di enti di ricerca studia sia nuovi farmaci, usando una piattaforma bioinformatica italiana, ma anche nuovi vaccini contro le varianti del coronavirus, che possono essere assunti sotto la lingua (sublinguali) e sono a basso costo, oltre che facilmente somministrabili.
Siamo ancora ad una fase di studio di laboratorio, ma, come hanno raccontato i ricercatori all’agenzia Ansa, alcuni peptidi si sono dimostrati efficaci in laboratorio nel bloccare la proliferazione di Sars-CoV-2, bloccando il recettore DPP4, una delle leve usata dal virus per entrare nelle cellule del corpo umano insieme al recettore ACE-2.
L’obiettivo è quindi molteplice: da una parte, produrre farmaci per contrastare il virus, nelle sue varie fasi, una volta che l'organismo è stato già infettato, dall'altra, produrre nuove tipologie di vaccini facili da somministrare e a basso costo.
Va aggiunto, inoltre, che i peptidi, essendo composti da catene di aminoacidi, agiscono come farmaci specifici e presentano, per questo, minori controindicazioni, causando un numero di effetti collaterali ridotto rispetto agli altri tipi di farmaci e vaccini già disponibili in circolazione.
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