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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Lavrov su campagna militare Usa in Afghanistan: "non insegnate a nessuno come vivere"

© Sputnik . Aleksey VitvitskySergey Lavrov alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera
Sergey Lavrov alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera - Sputnik Italia, 1920, 25.08.2021
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Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha commentato l'intervento degli Stati Uniti in Afghanistan.
"Probabilmente la conclusione più importante è che non bisogna insegnare a nessuno come vivere, tanto meno costringerlo", ha detto Lavrov in una conferenza stampa congiunta con il capo della diplomazia austriaca Alexander Schallenberg.
Il ministro degli Esteri russo ha ricordato inoltre gli esempi di Iraq, Libia e Siria, dove "gli americani volevano far vivere tutti come avrebbero voluto".
"Ho elencato quattro campagne militari che non hanno portato a nulla di buono. C'è stato solo un boom del terrorismo e, in alcuni casi, del traffico di droga e dei flussi di immigrazione clandestina che hanno colpito l'Europa subito dopo che gli alleati della Nato hanno bombardato lo Stato libico", ha aggiunto Lavrov.
In precedenza Angela Merkel aveva sostenuto che l'Afghanistan poteva diventare un focolaio di terrorismo dopo il ritiro delle truppe della Nato.

La reazione di Lavrov alle parole del capo della politica estera Ue Josep Borrell

Inoltre, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha commentato le parole del capo della diplomazia europea Josep Borrell, sull'inammissibilità che l'Afghanistan venga "controllato" da Russia e Cina.
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"Se il capo della politica estera dell'Unione Europea pensa con questi schemi, allora mi dispiace per gli Stati membri, che sono costretti ad ascoltare una simile filosofia e, a quanto pare, a sostenerla. Borrell non dovrebbe preoccuparsi di queste cose, ma piuttosto deve fare in modo che gli afghani normalizzino il loro Paese il prima possibile", ha detto Lavrov.
"Quella mentalità, non puoi dare l'Afghanistan alla Russia e alla Cina. è della stessa serie 'aut aut', secondo cui i Paesi devono scegliere se stare con l'Occidente o con la Russia e la Cina. È triste che questi personaggi elaborino la politica estera dell'Unione Europea", ha affermato Lavrov.

Crisi afghana

La situazione in Afghanistan si è aggravata particolarmente questo mese, quando i talebani* hanno intensificato la loro offensiva contro le forze governative. L'unica provincia ancora non controllata dal movimento islamista è quella di Panjshir, a nord-est di Kabul. Il 15 agosto, i talebani sono entrati a Kabul e hanno preso il controllo del palazzo presidenziale. Il presidente afghano Ashraf Ghani ha lasciato il Paese per "scongiurare un bagno di sangue".
Migliaia di afghani, paurosi di ritorsioni dei talebani e del ritorno della sharia, stanno cercando di scappare dal Paese, appostati all'aeroporto di Kabul, con la speranza di trovare posto nei voli di evacuazione organizzati dalle missioni diplomatiche dei Paesi occidentali. Ieri, l'ingresso all'aeroporto di Kabul è stato interdetto dai talebani agli afghani, mentre i cittadini stranieri potranno entrarvi per lasciare il Paese entro il 31 agosto.
* Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e molti altri Paesi
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