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Green pass, il garante della privacy: "No alle liste dei professori no-vax a scuola"

© AFP 2021 / Andreas Solaro Green Pass in Italia
Green Pass in Italia - Sputnik Italia, 1920, 25.08.2021
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In un'intervista a Repubblica, il presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati boccia l'ipotesi delle liste dei professori no-vax per agevolare i controlli del green pass a scuola: "I presidi devono limitarsi a verificare il possesso di una certificazione valida".
I dirigenti scolastici possono limitarsi soltanto a verificare la validità del green pass e non le scelte vaccinali, o le condizioni di salute, dei professori, per esempio di quelli esentati dalla vaccinazione.
Con queste, ed altre, argomentazioni, in un'intervista a Repubblica, il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, boccia l’ipotesi di consegnare ai presidi le liste del personale scolastico vaccinato, per poter agevolare il controllo delle certificazioni verdi negli istituti.
Sarebbe una soluzione problematica, secondo il garante, non solo in termini di privacy, ma anche sul piano dell’effettivo contenimento dei contagi.
“In tal modo, infatti, - osserva il presidente nel colloquio con Repubblica - non si potrebbe accertare una condizione di positività eventualmente sopravvenuta rispetto a un soggetto vaccinato”.

Stanzione ricorda come sia proprio il decreto dello scorso 17 giugno ad aver stabilito modalità di verifica del green pass che minimizzino il trattamento dei dati, dando riscontro della validità del lasciapassare semplicemente attraverso il segnale positivo o negativo. Con le liste dei professori vaccinati, quindi, verrebbe meno anche questo principio.

Il garante è scettico anche sull’ipotesi dell’autocertificazione, avanzata dal sottosegretario leghista all’Istruzione, Rossano Sasso, per semplificare le procedure di controllo.
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“Questa forma di attestazione – ha chiarito il presidente - non è prevista dalla normativa vigente. Laddove, tuttavia, dovesse essere introdotta con norma primaria, si dovrebbe assicurare che il contenuto della dichiarazione sia limitato alla sola attestazione dell’assenza di condizioni ostative all’ingresso a scuola, senza riferimento a dati ulteriori”.
Il punto fondamentale, secondo Stanzione, è che, più in generale, vadano evitate il più possibile “discriminazioni in ragione delle scelte vaccinali e l’indebita conoscenza da parte dei soggetti non legittimati dei dati sanitari degli interessati”.
Su questo piano però, già emergono alcune criticità, ad esempio per i dipendenti senza green pass esclusi dalle mense.
“Questa – ha sottolineato il garante - è un’esigenza di cui sicuramente, in sede di conversione del decreto legge 105, si dovrà tenere conto, contrastando ogni possibile rischio di discriminazione”.
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