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Covid, Ricciardi: "Se non vacciniamo abbastanza la pandemia durerà fino al 2024"

© Foto : EPP GroupWalter Ricciardi
Walter Ricciardi - Sputnik Italia, 1920, 25.08.2021
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Il consigliere del ministro Speranza avverte: "Senza vaccinare abbastanza questa situazione va avanti fino al 2024". E sulla durata del green pass chiede il prolungamento ad almeno un anno per chi è vaccinato con due dosi.
Con la vaccinazione di massa già nel 2022 si vedrà la luce in fondo al tunnel, altrimenti dovremmo fare i conti con il Covid almeno fino al 2024. È la previsione di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza e docente all’università Cattolica di Roma.
Secondo l’esperto, interpellato dall’Adnkronos Salute, tanto più sarà alta la percentuale di vaccinati, tanto prima si riuscirà a vedere la fine della pandemia, con il Covid che potrà essere retrocesso alla stregua di un’influenza.
"Questa pandemia – sono le parole di Ricciardi - è destinata a durare anni. Se noi vacciniamo molto abbiamo la possibilità di vedere la luce nel 2022. Se invece non vacciniamo abbastanza questa situazione va avanti fino al 2024”.
Per il medico, quindi, non ci sono alternative. Andare avanti con zone rosse e chiusure periodiche fino a quella data, infatti, “oltre che a conseguenze sulla salute” porterà anche a “conseguenze sull'economia".
Ricciardi si associa inoltre al coro di chi, come il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia, chiede che la durata del green pass venga estesa fino ad almeno un anno, soprattutto per chi ha ricevuto la doppia dose del vaccino.
“Visto che abbiamo costatato che la protezione data dalla vaccinazione anti-Covid dura più dei sei mesi inizialmente osservati, arrivando ai 9 e anche ai 12 mesi, è chiaro che è opportuno prendere in considerazione il prolungamento della validità del Green pass”, osserva il consigliere di Speranza.
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Allo stesso tempo, però, si dichiara favorevole alla somministrazione di una terza dose di vaccino alle fasce più a rischio e agli immunodepressi, come sta accadendo già in diversi Paesi, come Israele e Regno Unito.

“I due interventi non sono in contraddizione tra di loro ma sono da considerarsi sinergici", assicura Ricciardi che conclude sottolineando l’importanza di “considerare, contemporaneamente, strategie diverse per le persone sane che hanno una risposta anticorpale protettiva anche a distanza di tempo e per le persone che hanno una protezione minore".
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