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Cina: “Per capire da dove viene il virus bisogna indagare i casi animali e umani prima di Wuhan”

© REUTERS / Denis BalibouseIl logo dell'Oms
Il logo dell'Oms - Sputnik Italia, 1920, 25.08.2021
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Mentre l’OMS sta pianificando la prossima fase dello studio sulle origini del COVID-19, la Cina ha sostenuto che tale fase dovrebbe essere condotta in più parti del mondo, compresi i luoghi al di fuori del territorio cinese in cui animali o persone erano risultati positivi al virus prima che la pandemia avesse inizio.
Liang Wannian, responsabile della parte cinese del team di esperti congiunto convocato dall'Organizzazione Mondale della Sanità (OMS) per la ricerca sulle origini del SARS-CoV-2, ha affermato, in una recente conferenza stampa a cui hanno partecipato più di 160 rappresentanti di organizzazioni internazionali e ambasciate, che la prossima fase dello studio dovrebbe essere condotta in più parti del mondo, in modo da comprendere anche i paesi in cui vivono pipistrelli ferro cavallo (Rhinolophus ferrumequinume) e pangolini (formichieri squamosi), nazioni in cui non è stato effettuato un numero sufficiente test, posti in cui campioni animali e umani sono risultati positivi al Covid-19 e hanno rifornito il mercato di Wuhan attraverso la logistica della catena del freddo.
La proposta riguarda anche paesi come Stati Uniti e Italia, dove, pare, siano stati riscontrati casi di Covid-19 già prima dell'epidemia nella città cinese di Wuhan.
L'OMS ha appunto iniziato a lavorare con alcuni paesi, tra cui proprio l'Italia, sui test dei primi campioni. In una dichiarazione pubblicata il 12 agosto, l'OMS ha affermato di star "lavorando con un certo numero di paesi che hanno segnalato il rilevamento di SARS-CoV-2 in campioni biologici conservati dal 2019".
Un portavoce dell'OMS ha dichiarato al Global Times, quotidiano cinese che si occupa di questioni internazionali e che ha pubblicato un articolo sul tema, che l'agenzia è in contatto con i ricercatori che hanno pubblicato gli studi sulla circolazione precoce del COVID-19 tra individui asintomatici in Italia, diversi mesi prima dell'identificazione del primo paziente, e che è stata avviata una collaborazione con i laboratori partner per ulteriori prove di campioni disponibili nella penisola durante quel periodo.
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Lo studio, menzionato dall'OMS, era stato pubblicato nel novembre 2020 dall'Istituto Nazionale Tumori (INT) di Milano e aveva dimostrato che anticorpi COVID-19 erano stati rilevati nei campioni di sangue di 111 dei 959 individui arruolati in uno studio di screening del cancro ai polmoni tra settembre 2019 e marzo 2020.
Non solo negli esseri umani, ma sono state segnalate frequentemente anche infezioni precoci che coinvolgono animali come il cervo dalla coda bianca negli Stati Uniti.
Un membro cinese del team di studio congiunto OMS-Cina sulla ricerca delle origini del virus ha dichiarato al Global Times, a condizione di anonimato, che si possono seguire due possibili percorsi per aiutare a localizzare la fonte del virus: uno è trovare casi umani precoci e testare gli animali che hanno scatenato quei primi casi; e l'altro è testare una vasta gamma di animali sensibili al coronavirus, inclusi gatti, cervi e visoni.
Peter Forster, un genetista dell'Università di Cambridge, ha dichiarato al tabloid cinese che non sarebbe sorpreso di scoprire che vi fossero stati molti altri casi prima del grande focolaio cinese.

"I miei dati indicano un periodo tra settembre e dicembre 2019", ha detto il genetista, parlando del momento esatto in cui il virus sarebbe passato all'uomo.

Un recente documento, nell'ambito del progetto Preprints with The Lancet, di un gruppo di ricercatori delle università di vari paesi, tra cui Italia e Stati Uniti, indica che sarebbero state trovate prove che il virus circolasse in Lombardia già da fine giugno a inizio agosto 2019. Il documento non è stato sottoposto a revisione paritaria, tuttavia l’ipotesi che, ben prima della conclamazione di Wuhan, il SARS-CoV-2 fosse arrivato all’uomo è piuttosto quotata in ambiente scientifico.
Vale sicuramente la pena esaminare i casi italiani e quelli americani, dove diverse persone sono state trovate con gli anticorpi agli inizi del 2020, dopo essersi ammalati solamente nel 2019, ha sostenuto in conclusione Liang Wannian.
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