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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Pakistan, Iran e Cina pressano i talebani, governo inclusivo e stop al sostegno del terrorismo

© AP Photo / Hussein SayedDelegazione talebani
Delegazione talebani - Sputnik Italia, 1920, 24.08.2021
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Il ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi inizia oggi un tour regionale, partendo dal vicino Iran, dove incontrerà il suo omologo Mohammad Javad Zarif. In cima all’agenda, le pressioni sul nuovo governo talebano, affinché, come richiesto anche dalla Cina, questi rinunci a dare sostegno ai gruppi terroristici esterni.
In una conferenza stampa di lunedì, Qureshi ha affermato che è importante che le potenze regionali contribuiscano a garantire un futuro stabile per l'Afghanistan, dopo l'improvvisa presa di potere da parte dei talebani* la scorsa settimana, osservando che la pace nel Paese devastato dalla guerra è necessaria ai suoi vicini e sé stesso.
L’Afghanistan è una questione che accomuna ed è in agenda in Pakistan, Iran che Cina.
Quest’ultima, la settimana scorsa, ha inviato i suoi esperti in materia di sicurezza nella capitale tagika Dushanbe, per due giorni di esercitazioni congiunte.
La principale preoccupazione di Pechino in Afghanistan è convincere i talebani a non sostenere più i gruppi terroristici, come, ad esempio, il Movimento islamico del Turkestan orientale (ETIM), a cui in passato era stato concesso rifugio nel territorio controllato dai combattenti afghani. Il gruppo terroristico cerca di separare la regione autonoma cinese dello Xinjiang, che condivide uno stretto confine con l'Afghanistan, dal resto del paese ed è responsabile di numerosi atti terroristici mortali in Cina.
Allo stesso modo, l’Afghanistan è noto per ospitare tutta una serie di altri gruppi integralisti, considerati molto pericolosi per gli interessi e la stabilità delle nazioni limitrofe, come al-Qaeda o Tehreek-i-Taliban Pakistan (TTP), un gruppo insediato al confine con il Pakistan e temuto da Islamabad.
L’Iran, dal canto suo, è preoccupato per ogni integralismo sunnita, essendo un paese a maggioranza assoluta sciita.
Questi paesi in comune hanno anche la partecipazione (l’Iran è al momento osservatore, ma interessato ad entrare) all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, la OCS, cui fa parte gran parte dell’Asia continentale e la Russia.
L’interesse dei paesi dell’area è quello di stabilizzare e facilitare i commerci, la cooperazione e le infrastrutture. Va da sé che i governi dell’area stiano compiendo sforzi per convincere i talebani ad assumere un atteggiamento inclusivo, non dare rifugio e non appoggiare i gruppi terroristici provenienti dalle nazioni limitrofe e limitare la coltivazione dell’oppio nel paese.
I talebani, a loro volta, oramai consci del fatto di dover ottenere un lasciapassare internazionale per poter governare stabilmente l’Afghanistan, non hanno lesinato rassicurazioni in tal senso.
"I talebani afghani ci hanno rassicurato che la terra dell'Afghanistan non potrà essere utilizzata dal TTP”, ha detto Rashid, secondo il quotidiano pakistano Dawn, riferendosi al gruppo terroristico rifugiato temuto da Islamabad. Assicurazioni simili erano state date in precedenza dai talebani anche a Pechino, in riferimento all’ETIM, il Movimento islamico del Turkestan orientale attivo in Cina, ma le parole non sono ancora certificate dai fatti e questo preoccupa i governi dell’area.
I dubbi sulla sincerità delle rassicurazioni talebane vengono acuiti anche dal fatto che, all’interno dell’Afghanistan, i messaggi di ‘inclusione’, non ingerenza negli affari dei paesi limitrofi e non sostegno al terrorismo internazionale, provengono da un certo Gulbuddin Hekmatyar, un noto signore della guerra che, con il sostegno degli Stati Uniti, combattè contro il governo socialista afgano negli anni '80 in funzione anti sovietica.
Per inciso, Hekmatyar è conosciuto anche come il ‘macellaio di Kabul’, colui che bombardò senza sosta la città nel 1992 durante la guerra civile, uccidendo fino a 50.000 persone, e per condividero molte idee dei talebani, compresa quella che sharia e giurisprudenza sunnita dovrebbero completamente regolare il Paese.
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e altri paesi
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