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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Cina: “USA, UK, e Australia dovrebbero rispondere di violazioni diritti umani in Afghanistan”

© REUTERS / Lance Cpl. Nicholas Guevara/U.S. Marine CorpsАмериканские солдаты в аэропорту Кабула
Американские солдаты в аэропорту Кабула  - Sputnik Italia, 1920, 24.08.2021
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L'ambasciatore cinese all'ONU, Zhang Jun, ha esortato il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a studiare le presunte violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate di Stati Uniti, Regno Unito e Australia in Afghanistan e a ritenere questi paesi responsabili delle presunte azioni illegali delle loro truppe.
Zhang Jun ha aggiunto che la lunga campagna militare durata quasi 20 anni, ha mostrato al mondo che la forza non è il modo per risolvere i problemi e che "può solo danneggiare gravemente la stabilità regionale e i diritti umani delle persone interessate".
Alcune delle violazioni, come le numerose uccisioni non dichiarate di civili commesse dagli alleati durante il decennale dispiegamento, vennero rivelate al mondo solo grazie alla fuga di notizie pubblicata da WikiLeaks nel 2010.
Quello che venne chiamato il diario di guerra afghano o Afghan Leaks, consistette nella divulgazione di una raccolta di registri militari interni top secret statunitensi il 25 luglio 2010 che rivelavano anche veri e propri crimini di guerra compiuti dalle forze alleate.
The Guardian definì quel materiale "una delle più grandi perdite nella storia militare degli Stati Uniti ... un ritratto devastante della guerra fallita in Afghanistan, che rivela come le forze della coalizione abbiano ucciso centinaia di civili in incidenti non dichiarati”.
Per la divulgazione di quei materiali classificati, e altri relativi all’intervento in Iraq, dall'11 aprile 2019 è incarcerato nel Regno Unito presso la Her Majesty Prison Belmarsh, Julian Assange, il giornalista e programmatore cofondatore e caporedattore di WikiLeaks, cui estradizione è stata richiesta dagli Stati Uniti dove rischia fino a 175 anni di condanna per spionaggio.
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